{"id":1263,"date":"2015-07-22T12:14:52","date_gmt":"2015-07-22T10:14:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/?p=573"},"modified":"2023-02-09T13:45:51","modified_gmt":"2023-02-09T12:45:51","slug":"progettarsi-senza-perdersi-il-rapporto-di-coppia-dopo-larrivo-di-un-figlio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/progettarsi-senza-perdersi-il-rapporto-di-coppia-dopo-larrivo-di-un-figlio\/","title":{"rendered":"Progettarsi senza perdersi: il rapporto di coppia dopo l&#8217;arrivo di un figlio"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Autore<\/strong>: Dr.ssa Claudia Jasmin Marelli &#8211; psicologa e psicoterapeuta Centro Eos<br \/>\n<strong>Autore<\/strong>: Dr.ssa Arianna Vigotti &#8211; dottoressa in scienze psicologiche &#8211; tirocinante presso Centro Eos<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cTieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio\u201d. <\/em><br \/>\n<em>Dalai Lama<\/em><\/p>\n<p>Con la nascita di un figlio, la storia familiare si arricchisce della presenza di una terza generazione che pu\u00f2 determinare un\u2019evoluzione personale e di coppia. Il nascituro di fatto introduce molteplici variabili prima non presenti e modifica profondamente gli equilibri precedenti il suo arrivo. Di fronte alla venuta di un figlio la coppia ha pertanto il compito di riorganizzare il proprio assetto per riconfermare il suo senso di identit\u00e0 e di stabilit\u00e0 in funzione del cambiamento in atto. L\u2019avvento di un figlio pu\u00f2 considerarsi, infatti, una sorta di \u201cCRISI DI COPPIA\u201d per la sua potenziale portata evolutiva e trasformativa oltre per i rischi presenti in esso, se gestito in modo inadeguato.<\/p>\n<p>Il passaggio alla funzione genitoriale implica pi\u00f9 precisamente un riassetto personale e della coppia stessa che pu\u00f2 presentarsi unitamente a momenti di insicurezza e confusione, in parte anche necessari. La genitorialit\u00e0 effettivamente modifica in maniera profonda e durevole le singole personalit\u00e0 e la coppia nel suo insieme.; questo mutamento si verifica maggiormente con l\u2019arrivo del primogenito. \u00c8 con quest\u2019ultimo, difatti, che si diventa per la prima volta genitori e ci\u00f2 comporta un maggiore investimento a livello psichico. Altro elemento di basilare importanza \u00e8 rappresentato dalle prerogative del legame di coppia. Questo non di rado risulta determinante per la qualit\u00e0 dell\u2019accoglienza che i due genitori saranno in grado di fornire al nascituro. Non qualificher\u00e0 i singoli genitori in quanto inadatti, bens\u00ec definir\u00e0 il clima intrafamigliare per il bambino, che rischier\u00e0 di percepire a pieno tensioni e malumori anche nascosti. Gli incontri a tema \u201cProgettarsi senza perdersi\u201d, organizzati dal Centro Eos nell\u2019anno 2012, avevano proprio lo scopo di permettere alle coppie con figli di rapportarsi con altre coppie di genitori o desiderosi di diventare tali sul tema del mantenimento di un buon rapporto di coppia dalla gravidanza all\u2019uscita di casa dei figli. Tali incontri sono stati strutturati come \u201csalotti\u201d per discutere di un tema che spesso viene tralasciato nel momento in cui si diventa genitori, allo scopo di concentrarsi maggiormente sulla genitorialit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli anni di lavoro clinico dello staff del Centro Eos hanno per\u00f2 evidenziato come le capacit\u00e0 genitoriali e il clima relazionale in cui vive il bambino siano strettamente correlati al legame esistente nella coppia.<\/p>\n<p>Qui di seguito verr\u00e0 quindi preso in esame il periodo che va dalla gravidanza all\u2019arrivo di un bambino, ponendo l\u2019accento anche sugli studi scientifici svolti a livello internazionale, oltre che sull\u2019esperienza clinica degli psicoterapeuti del Centro Eos.<\/p>\n<h3>La letteratura scientifica<\/h3>\n<p>La scelta di avere figli rappresenta un importante cambiamento nella vita di una coppia. Nel prendere tale decisione ci si pu\u00f2 porre una domanda fondamentale: \u201cCome un bambino cambier\u00e0 il rapporto a due?\u201d. Oggi per molte persone diventare \u201cgiovani adulti\/adulti\u201d pu\u00f2 costituire un passaggio evolutivo carico di sensazioni di libert\u00e0 e concentrazione su di s\u00e9. Di conseguenza, pu\u00f2 verificarsi, nelle giovani coppie, un maggiore contrasto tra la vita adulta e i primi anni di genitorialit\u00e0 che rende questa transizione ancora pi\u00f9 complessa, conducendo talvolta ad una maggiore insoddisfazione coniugale. Sono decenni che la letteratura coniugale e familiare discute se avere un bambino provochi cali significativi in un rapporto di coppia e, nonostante la rilevanza del tema, anche i principali ricercatori non hanno ancora raggiunto un accordo circa il suo impatto. Secondo alcuni si pu\u00f2 concludere con una certa sicurezza che la transizione alla genitorialit\u00e0 rappresenti un periodo di cambiamento stressante, e talvolta disadattivo, per una percentuale significativa di nuovi genitori (Cowan e Cowan, 1995). Altri ritengono, invece, che i dati attualmente disponibili non siano in grado di sostenere la tesi secondo cui l\u2019essere genitori comprometta complessivamente la soddisfazione coniugale (Huston e Holmes, 2004). Tali divergenze nascono principalmente dalle diverse metodologie utilizzate per studiare l\u2019effetto della transizione alla genitorialit\u00e0.<\/p>\n<p>Generalmente, la maggior parte delle ricerche sulla suddetta transizione ha rilevato che tra le coppie che diventano genitori si verifica una drastica riduzione degli interscambi positivi, un drammatico aumento del conflitto ed un rapido declino della soddisfazione coniugale.<\/p>\n<p>La nascita del primo figlio ha infatti un effetto negativo da piccolo a medio sul funzionamento del rapporto di coppia, sia per le madri che per i padri. L\u2019entit\u00e0 di tale deterioramento appare pi\u00f9 piccola rispetto a quanto sostenuto in passato da molti studi di transizione alla genitorialit\u00e0 (Cowan e Cowan, 1995, 2000; Gottman et al., 2002), ma assolutamente in linea con altri studi pi\u00f9 recenti (Kurdek, 1993; Simpson et al., 2003). In effetti, come notato da Houston e Holmes, le ricerche passate potrebbero avere accidentalmente catturato il cosiddetto periodo di \u201cluna di miele\u201d vissuto dalle coppie durante la gravidanza e confuso il tipico deterioramento del rapporto che si verifica ancor prima della nascita con problemi attribuibili, invece, a tale passaggio. Gli effetti negativi tendono inoltre a persistere nel tempo, attraverso almeno i primi quattro anni dopo la nascita<sup><strong><a href=\"#1\">1<\/a><\/strong><\/sup>\u00a0<a name=\"2\"><\/a>\u00a0e l\u2019entit\u00e0 delle variazioni della soddisfazione all\u2019interno del rapporto differisce soprattutto in base al genere del genitore\/coniuge.<\/p>\n<p>Le madri di fatto tendono a mostrare repentini cali di soddisfazione nel rapporto di coppia appena dopo il parto, mentre i padri manifestano diminuzioni pi\u00f9 graduali che appaiono meno evidenti fino a 6-15 mesi dopo la nascita (Belsky e Hsieh, 1998; Grote e Clark, 2001). Pi\u00f9 specificatamente, le madri riportano incrementi improvvisi per quanto concerne la sfera della gestione dei conflitti e sottolineano una maggiore intensit\u00e0 dei problemi rispetto ai padri, mostrando dunque una pi\u00f9 elevata sensibilit\u00e0 rispetto all\u2019impatto su tali sfere in seguito all\u2019arrivo del figlio.<\/p>\n<p>Le ricerche pi\u00f9 recenti sulla transizione alla genitorialit\u00e0 hanno individuato infine una serie di variabili secondo cui le relazioni si modificano, mentre i genitori si adattano alla nascita di un bambino.<\/p>\n<p>Lawrence et al. (2008), ad esempio, focalizzandosi con particolare attenzione sul periodo pre-nascita e attraverso i successivi dodici mesi, confermano l\u2019ipotesi di diminuzione della soddisfazione coniugale a seguito della nascita di un bambino, ma suggeriscono soprattutto l\u2019importanza della pianificazione della nascita e del livello di soddisfazione coniugale pre-gravidanza come elementi correlati a declini meno consistenti nel tempo.<\/p>\n<p>Altri fattori rilevanti che possono rendere ulteriormente prevedibili variazioni nella qualit\u00e0 del legame di coppia sono sicuramente lo stato e la lunghezza della relazione. Sebbene solo pochi studi abbiano esplicitamente esaminato la qualit\u00e0 della relazione tra coppie non sposate, ci\u00f2 che \u00e8 noto ad oggi \u00e8 che il rapporto appare probabilmente pi\u00f9 instabile per i genitori non sposati (Carlson, 2007; Rogers e White, 1998). Analogamente, un\u2019unione pi\u00f9 duratura con il partner prima della gravidanza ne influenza la qualit\u00e0 durante la transizione alla genitorialit\u00e0: maggior tempo trascorso prima della maternit\u00e0 sottintende maggiore conoscenza, stabilit\u00e0 e maturit\u00e0 all\u2019interno della relazione (Bouchard et al. 2008).<\/p>\n<p>In riferimento alla sfera del tempo libero, Claxton e Perry-Jenkins (2008) hanno invece evidenziato una diminuzione del tempo libero condiviso fra le coppie a doppio reddito a seguito della nascita di un figlio, mostrando quindi quanto una maggiore dose di svago risulti positivamente associata a sentimenti di amore e negativamente collegata al conflitto.<\/p>\n<p>Nonostante il calo complessivo di soddisfazione vissuto dalle coppie che diventano genitori \u00e8 per\u00f2 necessario ribadire che non tutte diventano meno soddisfatte della propria relazione. La variabilit\u00e0 di reazioni e di adattamenti possibili suggerisce dei percorsi per la ricerca futura sui rischi e sulla resilienza durante questo periodo tipicamente stressante.<\/p>\n<p>Per comprendere perch\u00e9 alcune coppie si deteriorano mentre altre migliorano o restano ugualmente soddisfatte con la nascita di un figlio gli studiosi hanno evidenziato \u201ctre costrutti\u201d fondamentali.<\/p>\n<p>Le vulnerabilit\u00e0 durature, la natura dell\u2019evento stressante (nascita) e la qualit\u00e0 dei processi adattativi delle coppie sono infatti le variabili riconosciute per avere un impatto sulla soddisfazione all\u2019interno della coppia nel corso del tempo (Karney e Bradbury, 1995). Del primo costrutto alcuni studi hanno dimostrato che il funzionamento della relazione all\u2019interno della famiglia d\u2019origine (storia di divorzio, conflitti di vario genere ecc.) incide sul funzionamento dell\u2019attuale rapporto a due, con una maggiore sensibilit\u00e0 da parte della partner femminile (D\u2019Onofrio et al., 2007; Story et al., 2004).<\/p>\n<p>Anche alcune caratteristiche dell\u2019evento stressante predicono cambiamenti nel funzionamento della coppia. In particolare, i padri che avevano avuto un figlio pi\u00f9 rapidamente in seguito al matrimonio evidenziavano ulteriori cali di soddisfazione all\u2019interno della relazione rispetto a quelli che avevano invece atteso pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Alcuni aspetti dei processi adattativi delle coppie antecedenti l\u2019arrivo di un figlio, infine, possono preannunciare declini nel funzionamento della relazione in seguito. Ad esempio, i soggetti che riferivano pi\u00f9 difficolt\u00e0 nella gestione dei conflitti gi\u00e0 prima della nascita di un figlio registravano incrementi significativamente pi\u00f9 elevati delle stesse pure dopo la nascita. In pi\u00f9, la presenza di una comunicazione \u201cnegativa\u201d predisponeva i soggetti a un rischio maggiore di sviluppare un ulteriore aumento del problema nel post-parto (Kluwer e Johnson, 2007).<\/p>\n<p>Gli studi quindi riportati non trovano un accordo e un comune denominatore che identifichi elementi predittivi per la coppia. Se da un lato tale assenza pu\u00f2 essere percepita come un vuoto sostanziale per l\u2019attuale psicologia, dall\u2019altro pu\u00f2 confermare che la stessa disciplina non pu\u00f2 essere annoverata tra le scienze esatte e che tale definizione pu\u00f2 rendere la stessa sterile per chi si occupa di esseri umani e complessit\u00e0 esistenziali.<\/p>\n<h3>Esperienza clinica<\/h3>\n<p>Qui di seguito verranno prese in considerazione alcune delle riflessioni emerse durante il lavoro clinico e il confronto terapeutico del Centro Eos.<\/p>\n<h5>La gravidanza e il parto<\/h5>\n<p>Il riassetto nominato in precedenza si verifica parzialmente gi\u00e0 durante il periodo della gravidanza; le ragioni di suddetto \u201ccambiamento\u201d sono da ricondurre a svariati fattori, da quelli pi\u00f9 biologici a quelli pi\u00f9 relazionali. Talvolta, infatti, i futuri genitori percepiscono il legame modificato anche solo a causa di un decremento dell\u2019attivit\u00e0 sessuale degli stessi. Un calo della libido di matrice ormonale, associato a timori per la salute della futura madre o fantasie inibitorie sul piano psico-fisico della donna o del partner, possono compromettere notevolmente l\u2019attivit\u00e0 sessuale dei coniugi.<\/p>\n<p>Questo processo pu\u00f2 esporre la coppia ad un rischioso allontanamento sessuale che gi\u00e0 in molti casi, comunque, la nascita di un figlio pu\u00f2 determinare. In altre circostanze, invece, il riassetto \u00e8 determinato dalla differenza di vissuti tra uomini e donne, mentre in altre situazioni i sentimenti di solitudine che la donna pu\u00f2 provare in gravidanza possono darle la sensazione di essere realmente sola. Sta di fatto che il periodo della gravidanza sottopone i due futuri genitori ad una serie di quesiti anche rispetto al loro attuale e futuro rapporto di coppia.<\/p>\n<p>Come sar\u00f2 come genitore? Come sar\u00e0 il mio partner come genitore? Andremo d\u2019accordo? Riusciremo a ritagliarci uno spazio? E il lettone?<\/p>\n<p>Il primo tentativo messo in atto dai singoli e dalla coppia, quindi, \u00e8 quello di rimanere fedele a se stessa e alle proprie aspettative, frutto principalmente di un mondo di fantasie a volte irrealistiche.<\/p>\n<h5>L\u2019arrivo del bambino<\/h5>\n<p>Ma quando il bambino arriva cosa accade? La fantasia della genitorialit\u00e0 \u00e8 rispecchiata nella realt\u00e0? Sovente la realt\u00e0 del bambino \u00e8 notevolmente differente dalla fantasia ad esso connessa, a tal punto che numerose mamme dichiarano di vivere il nascituro quasi come \u201cdiverso dal bimbo in pancia\u201d.<\/p>\n<p>La nuova venuta crea inoltre una nuova diade principale \u201cmamma-bimbo\u201d che soverchia il precedente equilibrio duale \u201cmoglie-marito\u201d, quindi l\u2019amore materno rischia di prendere il sopravvento sull\u2019amore coniugale. Parte di tale mutamento \u00e8 da attribuire al bisogno simbiotico che il bimbo manifesta verso la madre e alla dose di amore e necessit\u00e0 che lui stesso ha della donna e che nessun partner potr\u00e0 mai mostrare verso la compagna.<\/p>\n<p>Vi sono per\u00f2 alcuni elementi insiti nella vita di coppia che non potranno mai appartenere ad una \u201csana\u201d relazione genitoriale:<\/p>\n<p><strong>Passione (ti desidero)<\/strong>: fatta di sguardi, complicit\u00e0 e contatto psichico e fisico.<\/p>\n<p><strong>Affetto (ti amo)<\/strong>: l\u2019amore per un figlio \u00e8 di un\u2019intensit\u00e0 imparagonabile, ma l\u2019amore di una coppia non pu\u00f2 essere soppiantato da un figlio. Il vuoto che si sente dall\u2019assenza di amore di coppia rischia di essere riversato sul bambino, il quale percepir\u00e0 di dover riempire vuoti da lui incolmabili.<\/p>\n<p><strong>Impegno (ti scelgo)<\/strong>: un figlio non si sceglie, un partner si. Pensare all\u2019altro come ad una scelta fatta e da riconfermare in ogni momento pone il rapporto in una dimensione di dinamicit\u00e0 che necessita sempre di essere riconosciuta.<\/p>\n<p>Come il bambino potr\u00e0 attivare un confronto, una condivisione, un impegno comune ed essere occasione per riattivare un forte coinvolgimento emotivo, potr\u00e0 parimenti mettere a dura prova la relazione di coppia.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 quindi premura della coppia confrontarsi sulle fatiche e sul desiderio di un contatto a due che a tratti si potrebbe sentire assente.<\/p>\n<h3>Qualche piccola indicazione<\/h3>\n<ul>\n<li>Attenzione alla creazione di intimit\u00e0 attraverso il dialogo, tenendo presente l\u2019altro e i suoi bisogni, adesso anche come genitore (riconoscimento, coinvolgimento e supporto nel nuovo ruolo).<\/li>\n<li>Mantenere fantasie condivise: senza fantasie non si pu\u00f2 fare l\u2019amore.<\/li>\n<li>Mantenere degli spazi intimi privati.<\/li>\n<li>Chiedere l\u2019aiuto delle persone vicine non vuol dire farsi invadere dai famigliari.<\/li>\n<li>Tollerare il bambino nell\u2019altro\/a (ognuno \u00e8 un po\u2019 bambino dentro).<\/li>\n<li>\u00c8 normale che si presentino litigi sulla gestione dei figli: la capacit\u00e0 cooperativa \u00e8 una risorsa decisiva nella coppia.<\/li>\n<li>Creare una genitorialit\u00e0 condivisa attraverso il dialogo e la rinegoziazione di se stessi e del rapporto.<\/li>\n<li>Ricontrattare gli obiettivi DI COPPIA man mano che i figli crescono (non si \u00e8 pi\u00f9 gli stessi e bisogna riscoprirsi).<\/li>\n<li>Modificazioni profonde anche nell\u2019universo comunicativo della coppia (di cosa si parlava ad una cena prima del figlio?).<\/li>\n<li>Il lettone va gestito e pensato&#8230; (basta teorie sulla gestione del sonno e del rapporto, ci\u00f2 che conta \u00e8 il pensiero che tiene uniti anche nei momenti in cui il bambino dorme nel lettone).<\/li>\n<li>La nascita del figlio richiede un \u201crientro nella socialit\u00e0\u201d.<\/li>\n<li>Attenzione ai giudizi esterni sul proprio ruolo genitoriale o quello del vostro partner (\u00e8 importante FIDARSI dell\u2019altro genitore).<\/li>\n<li>Le decisioni appartengono al nuovo nucleo famigliare, non dalle rispettive famiglie di appartenenza.<\/li>\n<li>I padri devono essere inclusi, partecipare attivamente alla relazione e alla gestione (questo non comporta che svolga il ruolo di MAMMO, bens\u00ec di PAP\u00c0!).<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Conclusioni<\/h3>\n<p>I risultati sopra riportati ovviamente non hanno lo scopo d\u2019invitare le coppie ad avere o non avere figli. Dopo tutto, secondo gli studi menzionati, gli effetti negativi sulla soddisfazione coniugale sono relativamente ridotti e colpiscono principalmente alcuni gruppi e\/o individui in determinati stadi di sviluppo relazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec bene specificare che gli studi esistenti sono essenzialmente di tipo correlazionale, pertanto non si pu\u00f2 affermare con certezza che avere figli causi una qualsiasi forma di insoddisfazione coniugale. Tuttavia, tali conoscenze possono rivelarsi particolarmente utili nell\u2019aiutare le coppie a definire aspettative ragionevoli e\/o ad apportare modifiche strutturali che le potrebbero aiutare a diminuire l\u2019onere insito nella gestione famigliare e della coppia.<\/p>\n<p>Il bambino dal suo arrivo in poi diventa centrale per i genitori; se precedentemente la maggioranza delle coppie era focalizzata sul partner, ora il focus si \u00e8 spostato soprattutto sul nascituro con il conseguente rischio di perdere di vista l\u2019altro.<\/p>\n<p>Inoltre, seppur nei discorsi inizialmente si parler\u00e0 quasi totalmente del bambino, col passare del tempo sar\u00e0 lui stesso a interagire attivamente nei dialoghi famigliari richiamando l\u2019attenzione dei genitori. Questa frammentazione comunicativa richieder\u00e0 uno sforzo ulteriore da parte della coppia che sar\u00e0 tenuta a ritagliare momenti ad hoc per evitare che argomenti rilevanti vadano perduti.<\/p>\n<p>La comunicazione e la gestione dell\u2019intimit\u00e0 fisica e psichica del resto sono due tra le variabili maggiormente compromesse con l\u2019arrivo di un figlio.<\/p>\n<p>L\u2019assunzione di consapevolezza rispetto al proprio ruolo genitoriale pu\u00f2 infatti proteggere la coppia da tentativi d\u2019invadenza famigliare, molto frequenti dalla gestazione in poi.<\/p>\n<p>Ad ogni modo ognuno \u00e8 genitore per com\u2019\u00e8, non esistono regole o direttive standard, bisogna fidarsi di se stessi e della persona che si \u00e8 scelta di avere accanto!<\/p>\n<p>Avere una maggior coscienza delle trame connaturate alla genitorialit\u00e0 potrebbe gi\u00e0 ridurre, se non addirittura eliminare, l\u2019influenza negativa che un bambino pu\u00f2 avere sulla soddisfazione coniugale. I fattori stressanti legati alla coppia possono essere pertanto minimizzati attraverso una maggiore consapevolezza, pianificazione e comunicazione tra partner.<\/p>\n<p>\u201c<em>Chiunque sia adulto pu\u00f2 e deve, soprattutto per il suo bene, riuscire a provare tanto amore e tanta gratitudine per i propri genitori, anche se il loro rapporto di coppia \u00e8 stato conflittuale. Loro stessi hanno, a loro volta, molto probabilmente acquisito il loro modello affettivo dai loro genitori e cos\u00ec via. Per chi non ama se stesso giungere a questa consapevolezza pu\u00f2 sembrare molto difficile perch\u00e9 sembra molto pi\u00f9 facile dare sempre la colpa agli altri. In realt\u00e0 provare amore e gratitudine per qualcuno a cui si \u00e8 stati e si \u00e8, nel bene e nel male, collegati, \u00e8 la cosa pi\u00f9 facile e naturale che verrebbe spontanea a tutti, se non fosse per il fatto che ognuno ha una memoria dalla quale attinge continuamente e con particolare attenzione a tutto ci\u00f2 che ha prodotto in lui sofferenza. Ognuno ha anche una mente che, quando soffre, cerca sempre un colpevole a cui poter attribuire la responsabilit\u00e0 del proprio dolore e lo fa quasi sempre cercando nel posto sbagliato: all\u2019esterno di s\u00e9<\/em>.\u201d Fabio Marchesi nel testo \u2018La coppia illuminata\u2019.<\/p>\n<h3>Bibliografia<\/h3>\n<p>Belsky J., Hsieh K. Patterns of marital change during the early childhood years: Parent personality, coparenting, and division-of-labor correlates. Journal of Family Psychology 1998; 12: 511\u2013528.<\/p>\n<p>Bouchard G., Lachance-Grzela M., Goguen A. Timing of the transition to motherhood and union quality: The moderator role of union length. Personal Relationships 2008; 15: 71\u201380.<\/p>\n<p>Carlson M.J. Trajectories of couple relationship quality after childbirth: Does marriage matter? 2007, from http:\/\/crcw.princeton.edu\/workingpapers\/WP07-11-FF.pdf.<\/p>\n<p>Claxton A., Perry-Jenkins M. No fun anymore: Leisure and marital quality across the transition to parenthood. Journal of Marriage and Family 2008; 70: 28\u201343.<\/p>\n<p>Cowan C.P., Cowan P.A. Interventions to ease the transition to parenthood: Why they are needed and what they can do. Family Relations: Journal of Applied Family &amp; Child Studies 1995; 44: 412\u2013423.<\/p>\n<p>Cowan C.P., Cowan P.A. When partners become parents: The big life change for couples. Lawrence Erlbaum Associates; Mahwah, NJ, US (2000).<\/p>\n<p>D\u2019Onofrio B.M., Turkheimer E., Emery R.E., Harden K.P., Slutske W.S., Heath A.C. et al. 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Journal of Family Psychology 2004; 18: 519\u2013529.<\/p>\n<h3>Note<\/h3>\n<p><a name=\"1\"><\/a><strong><a href=\"#2\">1<\/a><\/strong> Gli studi misurano un periodo di tempo breve, da un anno prima del parto con follow-up che raramente superano i cinque anni (Luhman et al., 2012).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Dr.ssa Claudia Jasmin Marelli &#8211; psicologa e psicoterapeuta Centro Eos Autore: Dr.ssa Arianna Vigotti &#8211; dottoressa in scienze psicologiche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[32,35],"tags":[],"class_list":["post-1263","post","type-post","status-publish","format-standard","category-32","category-symbolon"],"menu_order":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1263"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1300,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1263\/revisions\/1300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}