{"id":1258,"date":"2012-09-17T12:47:44","date_gmt":"2012-09-17T10:47:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/?p=124"},"modified":"2023-02-09T13:46:22","modified_gmt":"2023-02-09T12:46:22","slug":"separarci-per-non-separarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/separarci-per-non-separarsi\/","title":{"rendered":"Separarci per non separarsi"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00abL&#8217;amore vero, \u00e8 il cammino in due verso la luce di un ideale comune.\u00bb<br \/>\nJ. d&#8217;Hormoy<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Autore(i)<\/strong>: Dr.ssa Claudia Jasmin Marelli<a href=\"#nota1\"><sup>1<\/sup><\/a>e Dr. Massimo Micciulli<sup><a href=\"#nota2\">2<\/a><\/sup><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a name=\"indice\"><\/a><\/p>\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#Introduzione\">Introduzione<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#Analisi\">Analisi del processo di separazione e individuazione<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#importanza\">Importanza del processo di separazione e individuazione per la persona<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#coppia\">Dall\u2019uno al due: la coppia<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#vicinanza\">La coppia: vicinanza &#8211; lontananza<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#compiti\">Compiti evolutivi della coppia<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#lavorare\">Lavorare con la coppia e il singolo in terapia in un ottica rogersiana<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#esempio\">Un esempio di terapia di coppia: il modello di O\u2019Leary<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#conclusioni\">Considerazioni conclusive<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><a name=\"Introduzione\"><\/a><\/p>\n<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il processo di separazione e individuazione \u00e8 uno degli stadi evolutivi di maggiore risonanza emotiva e relazionale che ogni individuo sarebbe tenuto ad affrontare nel ciclo della vita.<\/p>\n<p>Esso gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della persona, in quanto individuo singolo e libero di esprimersi, e della strada che la futura relazione di coppia che lo stesso e il partner in causa decideranno di intraprendere.<\/p>\n<p>All\u2019interno di tale ottica quindi risulta di sostanziale rilievo un\u2019analisi che ponga questo elemento come uno dei fondamenti per una sana e duratura relazione di coppia.<\/p>\n<p>L\u2019influenza del mito familiare \u00e8 maggiore o minore proprio in funzione del livello di differenziazione che la persona ha raggiunto rispetto alla famiglia di origine.<\/p>\n<p>La scelta del partner difatti \u00e8 uno dei mezzi principali di trasmissione del mito familiare, che rappresenta il melange perfetto delle regole e dei ruoli che i genitori nel processo di crescita hanno trasmesso ai figli con il compito di cercare di mantenerli nelle future generazioni.<\/p>\n<p>Carl R. Rogers (1970) definisce l&#8217;individuo pienamente funzionante come <em>\u201cuna persona che vive appieno la propria vita all&#8217;interno di un processo fluido, che implica una sempre maggiore apertura all&#8217;esperienza del proprio organismo, come fonte affidabile di scelta\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il processo decisionale alla base della scelta del partner per\u00f2 sovente non riguarda solo i due attori protagonisti ma sottintende una struttura estremamente pi\u00f9 complessa e di difficile gestione, cosa che anche lo stesso Rogers nel testo \u201cBecoming Partners\u201d (1972 a)<sup><a href=\"#nota3\">3<\/a> <a name=\"3\"><\/a><\/sup>ha pi\u00f9 volte sottolineato.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 s\u2019intende la presenza di \u201caltri\u201d significativi che hanno contraddistinto in modo rilevante la crescita e i processi evolutivi di separazione e individuazione della persona e rischiano di caratterizzare dunque anche il nuovo nucleo a due.<\/p>\n<p>Questo lavoro quindi si svilupper\u00e0 attraverso un\u2019analisi del processo di separazione-individuazione che prender\u00e0 in considerazione anche quali potrebbero essere gli elementi di intralcio nella possibilit\u00e0 che esso si attui agevolmente.<\/p>\n<p>Si tratteranno altre sfaccettature del fenomeno in causa e verranno delineate le caratteristiche principali del trattamento con la coppia secondo l\u2019approccio centrato sulla persona di Carl R. Rogers.<\/p>\n<p>Ricordando sempre quello che scrisse O\u2019 Leary (1999)<sup><a href=\"#nota4\">4<\/a><\/sup>:<a name=\"4\"><\/a> <em>\u201cLe persone vivono in relazione. I loro problemi sorgono in parte dai rapporti nei quali vivono la dimensione presente e dalle parole e dalle azione che le uniscono e le dividono dagli altri. Tuttavia, esse portano dentro di s\u00e9 le interiorizzazioni di altre persone: l\u2019autostima e il concetto di s\u00e9 sono influenzati da come gli altri si sono posti nei loro confronti\u2026I nostri clienti, che siano singoli o componenti di un gruppo, si presentano alla seduta di psicoterapia risentendo dell\u2019interazione con i componenti sia della loro famiglia attuale che di quella d\u2019origine\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"Analisi\"><\/a><\/p>\n<p><strong>ANALISI DEL PROCESSO DI SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDurante il periodo adolescenziale molteplici sono le competenze e le nuove possibilit\u00e0 che il ragazzo acquisisce e che vanno ad arricchire il suo orizzonte esperienziale e le sua identit\u00e0\u201d\u2026\u201cquesto \u00e8 un periodo pervaso di cambiamenti consistenti che incoraggiano e spingono l\u2019adolescente a sperimentarsi anche e soprattutto fuori dalle \u2018mura domestiche\u2019: forte \u00e8 infatti la spinta di autonomia che essi avvertono, il bisogno di distanziarsi per differenziarsi, il desiderio di mettere alla prova i nuovi ruoli e le nuove idee che lo sviluppo fisico e sessuale e quello cognitivo consentono loro di effettuare\u201d <\/em>(E. Confalonieri, I.G. Gavazzi 2002)<sup><a href=\"#nota5\">5<\/a><\/sup>.<a name=\"5\"><\/a><\/p>\n<p>Dal momento in cui la famiglia inizia a scoprire che il proprio figlio entra nella suddetta fase adolescenziale essa inizia a trovarsi di fronte al fatto di dover sostenere una criticit\u00e0 che le richieder\u00e0 una ristrutturazione interna faticosa e complessa. Tale riorganizzazione dovr\u00e0 necessariamente avvenire a molti livelli e avr\u00e0 bisogno di un sforzo particolare, non solo per ripristinare una certa funzionalit\u00e0 e un certo equilibrio familiari, ma anche per far s\u00ec che ci\u00f2 avvenga nei giusti tempi e nei modi pi\u00f9 naturali possibili per le due parti in causa.<\/p>\n<p>L\u2019adolescenza, infatti, \u00e8 una fase di vita che comporta un progressivo cambiamento fisico e psichico, una multiforme percezione della realt\u00e0, un\u2019incessante sete di autonomia e vicinanza, il tutto volto alla continua ricerca di una propria identit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cSe da una parte infatti egli avverte come forte la spinta emancipativa che in qualche modo lo porta fuori dalla famiglia, dall\u2019altra parte chiede di \u2018essere ancora dentro la famiglia\u2019, chiede di essere protetto, attivando un necessario processo di ridefinizione dei rapporti fra lui e i genitori\u201d<\/em> (Zani 1997a)<sup><a href=\"#nota6\">6<\/a>.<a name=\"6\"><\/a><\/sup><\/p>\n<p>La famiglia pertanto ha il compito di assumersi, in modo quasi esclusivo, il peso emotivo e relazionale che, con l\u2019intensificarsi delle richieste che tale fase evolutiva comporta, diventa sempre pi\u00f9 oneroso sul piano psicologico.<\/p>\n<p>Il tentativo genitoriale di porsi con atteggiamento di accettazione positiva verso la prole sar\u00e0 molto probabilmente ci\u00f2 che permetter\u00e0 all\u2019adolescente di sperimentare quella <em>\u201csicurezza di poter sempre ritornare\u2026e di affrontare le nuove esperienze sentendosi, da un punto di vista affettivo, con le \u2018spalle coperte\u2019\u201d <sup><a href=\"#nota7\">7<\/a>.<a name=\"7\"><\/a><\/sup><\/em><\/p>\n<p>Nel sistema familiare l\u2019adolescente trova le conferme e le disconferme del suo atteggiamento, del suo essere ambivalente che, da una parte, lo conduce a divenire una persona indipendente ed autonoma con l\u2019idea di essersi fatto da solo a prescindere dal nucleo familiare, mentre dall\u2019altra presenta un, non molto spesso manifesto, profondo bisogno di appartenenza alla famiglia che si esplicita sotto ogni forma di richiesta di aiuto e sostegno.<\/p>\n<p>La famiglia dunque \u00e8 il luogo elettivo di apprendimento relazionale e di supporto che permette quindi di vivere intensamente l\u2019esperienza irripetibile dell\u2019adolescenza.<\/p>\n<p>Sovente per\u00f2 i genitori sono estremamente preoccupati e disturbati nel riscontrare che le modalit\u00e0 relazionali da loro fino a quel momento consolidate debbono subire inevitabilmente delle modifiche in funzione dei nuovi e diversificati bisogni del proprio figlio.<\/p>\n<p><em>\u201cPer la prima volta i genitori si confrontano con un individuo che \u00e8 davvero \u201caltro\u201d da s\u00e9, con un corpo dotato di una vitalit\u00e0 autonoma e separata che ormai sfugge al loro controllo\u201d<\/em>( S.Vegetti Finzi, A.M. Battistin 2000)<sup><a href=\"#nota8\">8<\/a>.<a name=\"8\"><\/a><\/sup><\/p>\n<p>Spesso solo i familiari che riescono ad adattare la propria modalit\u00e0 interattiva alle mutate caratteristiche del giovane mantengono un discreto livello di soddisfazione relazionale. Quelli che, viceversa, faticano eccessivamente o addirittura non vi riescono, al decorso di tale fase evolutiva, rischiano di manifestare maggiori difficolt\u00e0 ad espletare i compiti di vicinanza necessari al proseguo della vita del figlio.<\/p>\n<p>Tale fase evolutiva viene definita come processo di separazione-individuazione.<\/p>\n<p>La separazione, meta importante per la salute psicologica del nucleo familiare, s\u2019identifica come processo fisico che necessita di un chiaro movimento disgiuntivo da parte di un membro, ed emotivo per l&#8217;espressione di una fase cruciale dello sviluppo del singolo e della famiglia intera.<\/p>\n<p>Quello dell\u2019individuazione emotiva, invece, proprio perch\u00e9 conseguente alla premessa della separazione, implica qualcosa di pi\u00f9 profondo in quanto modifica i rapporti d&#8217;ogni altro membro e avvia un\u2019indispensabile catena di mutamenti relazionali nel sistema familiare. Il risultato di questi nuovi arrangiamenti dipende dalla maturit\u00e0 della famiglia nel suo insieme, oltre che dalla maturit\u00e0 dei vari membri appartenenti in quanto individui singoli.<\/p>\n<p><em>\u201cUna sensibile capacit\u00e0 di ascoltare, una profonda soddisfazione nell\u2019essere ascoltati; la capacit\u00e0 di essere pi\u00f9 autentici, che a sua volta promuove maggiore autenticit\u00e0 negli altri; e di conseguenza una maggiore libert\u00e0 nel dare e ricevere amore: questi, nella mia esperienza, sono gli elementi che rendono la comunicazione personale maturante e arricchente\u201d<\/em>(Rogers, 1983 pag.28)<sup><a href=\"#nota9\">9<\/a><\/sup>.<a name=\"9\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"importanza\"><\/a><\/p>\n<p><strong>IMPORTANZA DEL PROCESSO DI SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE PER LA PERSONA<\/strong><\/p>\n<p>Compito di colui che decider\u00e0 di abbandonare il nido genitoriale sar\u00e0 quello di progettarsi sia da un punto di vista lavorativo che emozionale \u2013 relazionale.<\/p>\n<p>Avr\u00e0 quindi il dovere di realizzare quello che Erikson<sup><a href=\"#nota10\">10<\/a><\/sup> <a name=\"10\"><\/a>chiamava bisogno di \u2018generativit\u00e0\u2019: ovvero il bisogno di tramandare, insieme ad un\u2019altra persona con cui si condividono ideali e progetti, oltre che gli aspetti pi\u00f9 piacevoli e spiacevoli della vita quotidiana, l\u2019esistenza, propria e della specie, generando ed educando nuove generazioni.<\/p>\n<p>Fondamentale quindi in tal senso \u00e8 il ruolo del contesto familiare d\u2019appartenenza, diversi aspetti dei compiti evolutivi infatti possono essere enfatizzati e stressati, spesso in modo indebito, proprio dalle figure che fino a quel momento hanno svolto la funzione di supporto alla persona.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto in precedenza, di fatto, proprio perch\u00e9 per l&#8217;adolescente separarsi dai propri genitori significa anche impegnarsi nella costruzione della propria identit\u00e0 e nella progettazione della futura vita affettiva e lavorativa, egli vive in uno stato di continua oscillazione tra desiderio di autonomia e d\u2019indipendenza, da una parte, e desiderio di dipendenza, dall&#8217;altra (Minuchin, 1974)<sup><a href=\"#nota11\">11<\/a><\/sup>; <a name=\"11\"><\/a>tra bisogni di attaccamento e cura e bisogni esploratori.<\/p>\n<p>Per i genitori per\u00f2 il momento del distacco dal figlio pu\u00f2 divenire luogo di una rivisitazione del proprio processo di separazione-individuazione della famiglia d&#8217;origine e della riorganizzazione della vita di coppia in previsione dell&#8217;uscita del membro in questione.<\/p>\n<p>Il processo di emancipazione del figlio sar\u00e0 favorito o ostacolato dalla capacit\u00e0 dei genitori di tollerare adeguatamente il progressivo distacco dal ragazzo oltre che di accettare i cambiamenti di ruolo all\u2019interno del sistema familiare che questa separazione comporta e comporter\u00e0 in futuro.<\/p>\n<p>Il superamento dei compiti di sviluppo pu\u00f2 avvenire secondo modalit\u00e0 diverse e produrre esiti positivi o negativi.<\/p>\n<p>L&#8217;esito positivo del processo di separazione tra genitori e figli pu\u00f2 essere definito, con Stierlin (1975)<sup><a href=\"#nota12\">12<\/a><\/sup>, <a name=\"12\"><\/a><em>un&#8217;individuazione correlata<\/em>, ossia la possibilit\u00e0 per i membri delle due generazioni (genitori e figli) di raggiungere un pi\u00f9 alto grado di individuazione e di identit\u00e0 all\u2019interno della relazione familiare stessa.<\/p>\n<p><em>Ma perch\u00e9 cos\u00ec tanta importanza al processo di separazione e individuazione in un lavoro sulla coppia?<\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019Aglio C., Marmocchi P., Zannini M. (2005)<sup><a href=\"#nota13\">13<\/a><\/sup> <a name=\"13\"><\/a>citando l\u2019autore Otto Rank (1932) affermano che <em>egli<\/em> <em>distingue tra gli individui che hanno \u201cpaura di vivere\u201c, il cui dramma esistenziale si traduce nella paura di essere separati da persone e cose protettive, nel rifiuto del cambiamento e nella paura di affrontare la novit\u00e0 e gli individui che hanno \u201cpaura di morire\u201c, caratterizzati dal desiderio di diventare indipendenti e potenti, incapaci di vivere qualsiasi relazione o situazione che rimandi alla dipendenza. Se nella personalit\u00e0 prevale la prima paura, ci troviamo di fronte a \u201cl&#8217;uomo conformista\u201c, che non riesce a realizzare il proprio progetto di vita perch\u00e9 troppo preoccupato a difendersi dalla vita stessa. Se, viceversa, prevale la paura di morire avremo a che fare con \u201cl&#8217;uomo nevrotico\u201c che ha comportamenti finalizzati all&#8217;affermazione di s\u00e9 a dispetto degli altri.<\/em><\/p>\n<p>Tale posizione si avvicina molto all\u2019idea rogersiana secondo cui l\u2019individuo che si trova a vivere in maniera funzionante e funzionale a se stesso \u00e8 colui che riesce a vivere a pieno le proprie esperienze di vita, in un continuo processo fluido che presuppone la possibilit\u00e0 di raggiungere una graduale e sempre maggiore apertura verso il mondo, seguendo la propria tendenza organismica che sar\u00e0 per la persona stessa la discriminante interna pi\u00f9 attendibile per interfacciarsi alle scelte.<\/p>\n<p><em>A sua volta, Maslow (1973) parla di individui che tendono all&#8217;autorealizzazione, come momento culminante di realizzazione di s\u00e9 e delle proprie potenzialit\u00e0, sostenendo che chi realizza in pieno se stesso acquisisce la capacit\u00e0 di apprezzare in modo sempre nuovo i valori positivi della vita, accettandoli con rispetto e meraviglia; ci\u00f2 che pu\u00f2 apparire banale per la maggior parte delle persone, diviene interessante e dotato di senso.<\/em> (Dall\u2019Aglio C., Marmocchi P., Zannini M., 2005)<sup><a href=\"#nota14\">14<\/a><a name=\"14\"><\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Un buon esito quindi del processo di separazione \u2013 individuazione sar\u00e0 ci\u00f2 che in una certa parte dello sviluppo della persona gli permetter\u00e0 di essere provvisto un locus of control interno e non determinato dai genitori e che consentir\u00e0 quindi al futuro adulto di essere una persona in grado di tollerare l\u2019ambiguit\u00e0 che di pu\u00f2 presentare nella vita senza farsi spaventare, ma utilizzandola come strumento di crescita interna.<\/p>\n<p>Questo sar\u00e0 anche uno dei passaggi fondamentali nella ricerca di un partner, che dovr\u00e0 quindi soddisfare tutta una serie di canoni che arrivano dalla persona stessa e non dal suo nucleo di appartenenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"coppia\"><\/a><\/p>\n<p><strong>DALL\u2019UNO AL DUE: LA COPPIA anche in un\u2019ottica religioso \u2013 culturale<\/strong><\/p>\n<p>La parola \u201ccoppia\u201d deriva dal latino \u201ccopula\u201d, che significa congiunzione, legame, insieme. Incontrando la coppia si incontra un organismo complesso dotato di un\u2019economia affettiva che trascende l\u2019individualit\u00e0.<\/p>\n<p>Robert Neuburger (2001)<sup><a href=\"#nota15\">15<\/a><\/sup> <a name=\"15\"><\/a>definisce la coppia come <em>\u201cla storia di un incontro che dura, cio\u00e8 di due persone che si sono incontrate e che per varie ragioni non si separano\u201d<\/em>; sono persone che dal momento in cui si sono incrociate hanno stabilito un legame decisamente particolare, che le porta ad essere parte di un microsistema a due, la loro coppia.<\/p>\n<p>Etimologicamente il vocabolo coppia, nell\u2019accezione occidentale del termine, sta a significare, <em>due cose della medesima specie messe insieme. <\/em>Esso differisce dal termine<em> PAIO che invece implica l\u2019idea di CONGIUNZIONE<sup><a href=\"#nota16\">16<\/a><\/sup>,<a name=\"16\"><\/a> <\/em>il sostantivo \u201ccoppia\u201d quindi sottende l\u2019idea di somiglianza, non di simbiosi e nemmeno unicit\u00e0, bens\u00ec <em>vicinanza<\/em>.<\/p>\n<p>Nella memoria religiosa e antropologica di tutto il mondo, la cellula fondamentale delle societ\u00e0 tradizionali nei secoli non \u00e8 mai stata considerata \u201cl\u2019individuo\u201d, bens\u00ec la famiglia.<\/p>\n<p>La coppia \u201cfeconda\u201d, ad esempio nell&#8217;ebraismo<sup><a href=\"#nota17\">17<\/a><\/sup>, <a name=\"17\"><\/a>\u00e8 biblicamente e culturalmente considerata come il mattone della societ\u00e0 e ad oggi essa appare molto distante da quella occidentale che, anche se fino a poco tempo addietro poteva essere accomunata da tale aspetto, ora si sta avviando verso una concezione che invece \u00e8 basata sull&#8217;individuo in quanto elemento singolo, unico e irriproducibile.<\/p>\n<p>Le tre lettere di sotto riportate si riferiscono a una sola parola che in ebraico vuol dire \u201ccoppia\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img style=\"border-image: initial; float: left;\" title=\"zug\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zug.png\" alt=\"zug\" width=\"201\" height=\"142\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>La parola, che si legge da destra a sinistra, si pronuncia\u201czug\u201d<br \/>\n<\/em><em>con la zeta dolce come in \u201czanzara\u201d e non come in \u201czucchero\u201d.<br \/>\n<\/em><em>Il sostantivo \u201cparola\u201d in ebraico vuol dire anche<br \/>\n<\/em><em>\u201ccosa\u201d; e se le lettere<\/em><em> sono i mattoncini che formano<br \/>\n<\/em><em>le parole a loro volta ogni lettera \u00e8 anche una parola con significato proprio.<br \/>\n<\/em><em>Quindi ogni lettera pu\u00f2 essere \u201caperta\u201d ed esaminata nel profondo e<br \/>\n<\/em><em>via via la si pu\u00f2 penetrare all\u2019interno come la materia<br \/>\n<\/em><em>che pu\u00f2 essere \u201caperta\u201d e frazionata fino alla dimensione subatomica e \u2026..Oltre<\/em><\/p>\n<p>La differenza visiva\/grafica che vi \u00e8 tra questa parola (scritta in stampatello) e quella scritta in corsivo <img style=\"border-image: initial; border: 0px initial initial;\" title=\"zug\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zug_2-1.png\" alt=\"zug\" width=\"50\" height=\"31\" border=\"0\" \/> , deriva dall\u2019uso di due alfabeti distinti: il primo \u00e8 chiamato \u201cquadrato\u201d classico, e l\u2019altro \u00e8 il \u201ccorsivo\u201d moderno.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, grazie alla specificit\u00e0 della lingua ebraica che vede le lettere come parti costitutive e significative di una parola; esaminandone le singole lettere possiamo arrivare a comprendere il significato profondo della parola stessa.<\/p>\n<p>Esaminiamo ora le singole lettere:<\/p>\n<p>La prima si chiama \u201czayn\u201d con la \u201cz\u201d dolce; \u00e8 la settima lettera dell\u2019alfabeto e pertanto fa riferimento al settimo giorno dalla Creazione, ci\u00f2 che \u00e8 chiamato lo \u201cShabbat\u201d ovvero il giorno dedicato al riposo e allo studio: il tempo altro.<\/p>\n<p>\u00c9 anche il giorno in cui il rapporto nella coppia \u00e8 persino auspicato.<\/p>\n<p><strong><img style=\"border-image: initial; float: left;\" title=\"zan\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zan.png\" alt=\"zan\" width=\"64\" height=\"131\" border=\"0\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>\u201cZan\u201d porta il concetto di \u201csostentamento\u201d e \u201czayn\u201d \u00e8 l\u2019arma.<\/p>\n<p>Come si vede, qui abbiamo l\u2019archetipo della lotta per il sostentamento <em>(pane e guerra in ebraico hanno la stessa radice).<\/em><\/p>\n<p>La lettera \u201czayn\u201d inoltre, ed era consequenziale, richiama l\u2019organo maschile e possiamo quindi considerare questa lettera, la parte maschile della parola \u201ccoppia\u201d.<\/p>\n<p><strong><img style=\"border-image: initial; float: left;\" title=\"vav\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/vav.png\" alt=\"vav\" width=\"71\" height=\"121\" border=\"0\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La seconda lettera \u00e8 la \u201cvav\u201d , vuol dire \u201ccanale\u201d o \u201cgancio\u201d, tant\u2019\u00e8 che viene usata come particella di congiunzione, come la\u201ce\u201d in italiano.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 proprio la lettera che d\u00e0 il senso della coppia come unione e scambio \u201cpassaggio\u201d <em>(canale).<\/em><\/p>\n<p>La \u201cvav\u201d \u00e9 la sesta lettera dell\u2019alfabeto, quindi \u00e9 in rapporto diretto con la Creazione che \u00e8 avvenuta infatti, in sei giorni, da notare quindi come \u00e9 attinente all\u2019idea di coppia.<\/p>\n<p>Questa lettera funge da congiunzione nella lingua ebraica, \u00e8 interessante la posizione della lettera nel testo, infatti questa viene posizionata all&#8217;inizio della parola che deve essere congiunta.<\/p>\n<p>Per esempio &#8220;Anna e Angelo&#8221; si scriverebbe &#8220;Anna eAngelo&#8221;, oppure &#8220;Angelo eAnna&#8221;.<\/p>\n<p>Se osserviamo quanto scritto, abbiamo l&#8217;idea che effettivamente il primo elemento aggiunge o cede qualcosa al secondo, cosa che dovrebbe essere normale prassi per una convivenza di coppia.<\/p>\n<p><strong><img style=\"border-image: initial; float: left;\" title=\"ghimel\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ghimel.png\" alt=\"ghimel\" width=\"71\" height=\"121\" border=\"0\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La terza lettera \u00e8 la \u201cghimel\u201d.<\/p>\n<p>\u00c9 anche la terza lettera dell\u2019alfabeto e designa il cammello \u201cgamal\u201d che ha la capacit\u00e0 di procedere sulla pista senza bisogno di rifornimenti. Ora quando un bambino non ha pi\u00f9 bisogno del \u201crifornimento\u201d del latte materno noi diciamo che \u00e9 <em>svezzato<\/em>, ed infatti leggiamo in (Gen 21:8) <em>\u201c&#8230;il bimbo (Isacco) crebbe e fu svezzato\u201d <\/em>, viene usato il verbo \u201cgamal\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi un aspetto del nutrire in una visione al femminile contrapposta a quella della \u201czayn\u201d, maschile, del sostentamento conquistato con lo strumento dell\u2019aratro\/spada.<\/p>\n<p>Questa pertanto \u00e8 la parte femminile della parola \u201cCoppia\u201d.<\/p>\n<p>Concludendo siamo di fronte a un insieme, la coppia, formata da una parte maschile che interagisce con il femminile, dove la seconda lettera, la \u201cvav\u201d costituisce quest\u2019interazione che solo lo scambio e la comunicazione pu\u00f2 favorire.<\/p>\n<p>Anche in questo caso abbiamo un nuovo archetipo nel significato di coppia ovvero, coppia come simbolo della trasmissione della Vita.<\/p>\n<p><strong><img style=\"border-image: initial; float: left;\" title=\"zug\" src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zug_2-1.png\" alt=\"zug\" width=\"91\" height=\"56\" border=\"0\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto la versione corsiva del testo, sopraccitata, maggiormente esprime tali concetti in quanto le due lettere esterne sono graficamente opposte ma sempre con quella \u201cvav\u201d in mezzo a cui il maschile e il femminile devono rivolgersi per meglio comprendersi e armonizzarsi.<\/p>\n<p>Anche nella tradizione cristiano \u2013 cattolica la coppia nasce e si pu\u00f2 analizzare come se fosse la costruzione di un disegno.<\/p>\n<p><em>\u201cUnidualit\u00e0\u201d <sup><a href=\"#nota18\">18<\/a><\/sup>,<a name=\"18\"><\/a> il termine che <\/em>Giovanni Paolo II<em> usa nella \u201cLettera alle donne\u201d, esprime il senso della reciprocit\u00e0 sulla base del versetto biblico: <\/em>\u201cA immagine di Dio <strong><em>li<\/em><\/strong> cre\u00f2, maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb, <strong><em>[L&#8217;ebraico \u00e8 pi\u00f9 &#8220;intrigante&#8221;; il versetto andrebbe tradotto:&#8221;Egli lo cre\u00f2 maschio e femmina li cre\u00f2&#8221; alludendo al fatto che Adamo era maschio e femmina ovvero; androgino cio\u00e8, era una &#8220;unidualit\u00e0&#8221;; si, ma non una coppia, cio\u00e8, due unit\u00e0. Solo la &#8220;VAV&#8221; della costola (mai nominata per\u00f2 nel testo originale, piuttosto si parla di \u201cfianco\u201d) avrebbe dato il senso della coppia; prima dividendolo in due individui, per poi riunirli in coppia: &#8220;Adamo eEva&#8221;.]<\/em><\/strong>cui Ges\u00f9 rimanda nel passo evangelico sul matrimonio. Ad esso dunque fa riferimento un cristianesimo del \u201cprincipio\u201d<em>, che voglia pensare la coppia umana andando alla fonte, per una migliore comprensione antropologica dell\u2019uomo e della donna nella relazione che li rimanda, ciascuno e insieme, al Creatore, oltre che l\u2019uno all\u2019altra. Ogni progetto di rievangelizzazione non pu\u00f2 che tornare a reinterpretare questo \u201cprincipio\u201d, ossia il disegno iniziale di Dio nel creare la coppia umana.<\/em><\/p>\n<p><em>Con il termine reciprocit\u00e0 si esplicita il senso duale e unitario di una dinamica relazionale che privilegia la sollecitudine verso l\u2019altro alla definizione dell\u2019altro, la disponibilit\u00e0 a mettere in questione se stessi all\u2019assunzione di modelli universalistici e statici di identit\u00e0, la valorizzazione in se stessi e nell\u2019altro delle risorse migliori da mettere in circolo nella relazione che costituisce l\u2019io e il tu in alterit\u00e0 reciproca e feconda (analogicamente al \u201cDio della vita in ogni essere vivente\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Il rimando a Dio, di cui l\u2019uomo e la donna sono immagine, sottolinea l\u2019importanza di un fondamento trascendente, in assenza del quale l\u2019io e il tu si annullano, nella conflittualit\u00e0 permanente o nell\u2019omologazione assorbente. A Dio rimanda la persona, che non pu\u00f2 ristagnare in s\u00e9; senza un orizzonte verso cui trascendersi essa cessa di realizzarsi, senza tendere verso ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grande di lei diviene subumana. Perci\u00f2 lo stesso Nietzsche sosteneva che l\u2019uomo \u00e8 \u201cuna corda tesa tra l\u2019animale e il Superuomo, una corda al di sopra del precipizio\u201d, \u201cun ponte e non uno scopo\u201d, \u201cun passaggio e un tramonto\u201d <sup><a href=\"#nota19\">19<\/a><\/sup>.<a name=\"19\"><\/a><\/em><\/p>\n<p>La coppia quindi \u00e8 in continuo movimento in un gioco fatto di vicinanza e lontananza in cui elemento focale quindi risulta la comunicazione, l\u2019interscambio, la relazione intesa come mezzo di pariteticit\u00e0 e reciprocit\u00e0 dei singoli.<\/p>\n<p>La reciprocit\u00e0 nel senso di Lyman Wynne (1984)<sup><a href=\"#nota20\">20<\/a><\/sup> <a name=\"20\"><\/a>che <em>\u201cinclude la pariteticit\u00e0 e la supera con un processo che definisce come <\/em>mutualit\u00e0 <em>che fa riferimento a un comune riconoscimento che travalica la comunanza di ruolo che ciascun membro della famiglia ricopre\u201d\u2026\u201cla reciprocit\u00e0 \u00e8 perci\u00f2 propria della relazione\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"vicinanza\"><\/a><\/p>\n<p><strong>LA COPPIA: VICINANZA &#8211; LONTANANZA<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>&#8220;Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d\u2019inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore<br \/>\nreciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, per\u00f2, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi<br \/>\ndi nuovo l\u2019uno dall\u2019altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li port\u00f2 di nuovo a stare insieme, si ripet\u00e9 quell\u2019altro<br \/>\nmalanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finch\u00e9 non ebbero trovato una moderata<br \/>\ndistanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione\u201d <sup><a href=\"#nota21\">21<\/a><\/sup>.<a name=\"21\"><\/a><\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi anni si sta assistendo ad un cambiamento profondo dei rapporti di coppia; difatti il modello tradizionale incentrato sulla coppia come nucleo matrimoniale si sta avviando verso una intima crisi strutturale e generazionale.<\/p>\n<p>La maggiore libert\u00e0 sessuale, l\u2019incremento di atteggiamenti intolleranti verso i legami vincolanti e le formalit\u00e0, insiti nella concezione tradizionalista del matrimonio, conducono numerose coppie a optare per la separazione e il divorzio precoci.<\/p>\n<p>Formule molto pi\u00f9 all\u2019avanguardia di gestione dei rapporti sembrano donare ai singoli e alla coppia la sensazione, forse apparente, di vivere in una dimensione di maggiore libert\u00e0 decisionale.<\/p>\n<p>Il problema per\u00f2 \u00e8 che non sembrano, ad oggi, essere ancora delle alternative molto pi\u00f9 durature del rapporto convenzionale.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di figli all\u2019interno del nucleo spesso conduce la coppia a ricercare una legittimazione coniugale per il bene dei nascituri e per ottenere diritti legali altrimenti difficili e controversi.<\/p>\n<p>Eugenia Scabini e Vittorio Cigoli<sup><a href=\"#nota22\">22<\/a><\/sup> <a name=\"22\"><\/a>ritengono che<em> il rapporto di coppia si fondi non solo su di un patto dichiarato (un patto che ha nel matrimonio la sua visibilit\u00e0 a livello sociale, che \u00e8 sostenuto dall&#8217;impegno e da una progettualit\u00e0 comune connessa alla volont\u00e0 di dare continuit\u00e0 alla relazione) ma anche su di un patto segreto. Quest&#8217;ultimo rappresenta un intreccio inconsapevole di bisogni e speranze che nascono dalla storia personale e familiare di ognuno e che ciascun partner si aspetta di soddisfare all&#8217;interno della relazione di coppia . Sulla base di questo intreccio si concretizza la scelta reciproca.<\/em><\/p>\n<p>Enrico Cheli<sup><a href=\"#nota23\">23<\/a><\/sup>, <a name=\"23\"><\/a>Psicologo psicoterapeuta, sociologo e docente universitario, sottolinea alcune delle possibili cause del fenomeno separazione.<\/p>\n<p>In primo luogo mette in risalto come vi sia un certo <em>analfabetismo emotivo-relazionale dei partner \u2013 entrambi \u2013 che non sanno comprendersi e relazionarsi, ma anche la latitanza della societ\u00e0, che non fa niente per educare le persone alla buona comunicazione, alla consapevolezza dei sentimenti e delle emozioni, alla gestione costruttiva della relazione.<\/em> <em>In passato le relazioni di coppia erano vincolate da copioni socialmente prestabiliti e rigidi e non richiedevano particolari abilit\u00e0 comunicative, mentre oggi sono diventate sempre pi\u00f9 libere e flessibili, e ci\u00f2 le rende pi\u00f9 intense e stimolanti ma anche pi\u00f9 difficili da gestire perch\u00e9 richiedono conoscenze e abilit\u00e0 che nessuno \u2013 n\u00e9 in famiglia, n\u00e9 a scuola &#8211; ci ha mai stimolato a sviluppare.<\/em><\/p>\n<p>Questo aspetto potrebbe quindi essere davvero alla base dell\u2019interruzione prematura di alcuni rapporti coniugali. La coppia infatti non \u00e8 da considerare il luogo del \u201crelax\u201d relazionale, ma un sito in cui mantenere un canale comunicativo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di fatto implica che anche nel rapporto a due sia sempre presente una buona dose d\u2019impegno per comprendere se stessi, ma anche l\u2019altro di fronte alle nostre mutevolezze.<\/p>\n<p><em>\u201cIn secondo luogo<\/em>, sottolinea sempre E. Cheli, <em>il fatto che nonostante tutto sia cambiato, intorno e dentro di noi, il matrimonio ha mantenuto saldamente la sua identit\u00e0 arcaica\u2026 La motivazione stessa del matrimonio \u2013 mettere su famiglia \u2013 poneva in secondo piano il partner in quanto individuo, anzi entrambi erano chiamati a rinunciare alla loro individualit\u00e0 (ammesso che ne avessero mai potuta sviluppare una) a favore della famiglia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Questo aspetto si scontra quindi con una societ\u00e0 in cui la valenza individuale lascia poco spazio a quella familiare.<\/p>\n<p>La coppia a fatica riesce a far coabitare al suo interno dei singoli e un nucleo a due saldo; il nutrimento della coppia e la sua unicit\u00e0 potrebbero pertanto risiedere proprio nella possibilit\u00e0 di alimentare se stessi in quanto individui e la coppia in quanto luogo elettivo in cui potersi mostrare, con le proprie forze e soprattutto con le proprie fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo potrebbe far pendere l\u2019ago della bilancia a favore di una coppia coniugale aperta, ma non disinteressata, stretta e non soffocante.<\/p>\n<p align=\"center\"><em>Allora Almitra di nuovo parl\u00f2 e disse:<br \/>\nChe cos\u2019\u00e8 il Matrimonio, maestro?<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>E lui rispose dicendo:<br \/>\nVoi siete nati insieme e insieme starete per sempre.<br \/>\nSarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.<br \/>\nE insieme nella silenziosa memoria di Dio.<br \/>\nMa vi sia spazio nella vostra unione,<br \/>\nE tra voi danzino i venti dei cieli.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Amatevi l\u2019un l\u2019altro, ma non fatene una prigione d\u2019amore:<br \/>\nPiuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.<br \/>\nRiempitevi l\u2019un l\u2019altro le coppe, ma non bevete da un\u2019unica coppa.<br \/>\nDatevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.<br \/>\nCantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,<br \/>\nCome sole sono le corde del liuto, bench\u00e9 vibrino di musica uguale.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Donatevi il cuore, ma l\u2019uno non sia di rifugio all\u2019altro,<br \/>\nPoich\u00e9 solo la mano della vita pu\u00f2 contenere i vostri cuori.<br \/>\nE siate uniti, ma non troppo vicini;<br \/>\nLe colonne del tempio si ergono distanti,<br \/>\nE la quercia e il cipresso non crescono l\u2019una all\u2019ombra dell\u2019altro<a name=\"24\"><\/a>.<sup><a href=\"#nota24\">24<\/a><\/sup><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"compiti\"><\/a><\/p>\n<p><strong>COMPITI EVOLUTIVI DELLA COPPIA<\/strong><\/p>\n<p>E. Scabini e R. Iafrate hanno espresso nel testo \u201cPsicologia dei legami familiari\u201d <em>\u201cil compito affettivo che si propone ai nuovi coniugi: <\/em>prendersi cura dell\u2019altro <em>riconoscendo la sua specificit\u00e0 e la sua differenza di <\/em>gender <em>e di storia, in modo da attuare un movimento di reciprocit\u00e0 nelle varie sfere della vita\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Tra i punti chiave di questo processo sono presenti i seguenti compiti evolutivi:<\/p>\n<ul>\n<li>Prendersi cura reciprocamente: inteso come sintonizzazione dei comportamenti all\u2019interno della coppia coniugale. Non il semplice aiuto nel momento del bisogno, bens\u00ec una concezione molto pi\u00f9 ampia del legame e della forma dello stesso.<\/li>\n<li>Credenze e aspettative: sui singoli e la coppia, e la delusione che esse comportano quando non sono sufficientemente realistiche da essere distrutte di fronte alla temporalit\u00e0 del legame.<\/li>\n<li>Attribuzioni: intese come le interpretazioni dei comportamenti e degli avvenimenti da parte dei coniugi.<\/li>\n<li>L\u2019intimit\u00e0: che si raggiunge attraverso la relazione ed \u00e8 presente nel momento in cui si sta vivendo un patto di coppia ben riuscito<\/li>\n<li>La comunicazione: la capacit\u00e0 di aprirsi all\u2019altro rivelandosi e riconoscendo i propri punti di vista e la propria vita emozionale.\n<ul>\n<li>E il supporto: dare e ricevere il sostegno del coniuge, vedersi come agenti di cura e allo stesso tempo esseri bisognosi della cura dell\u2019altro.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>L\u2019impegno: \u00e8 l\u2019elemento centrale per una stabilit\u00e0 relazione. Pu\u00f2 assumere due accezioni, ovvero come \u201c<em>impegno verso il matrimonio come istituzione o meglio verso il legame matrimoniale in s\u00e9 e impegno verso l\u2019altro\u201d.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche in questo testo sono presenti dei forti riferimenti al concetto di reciprocit\u00e0, di scambio e di unicit\u00e0 e partecipazione del singolo nella coppia di sovente citati sia nella tradizione religioso \u2013 culturale che in quella psicologica..<\/p>\n<p>In \u201cBecoming partners\u201d (1972)<sup><a href=\"#nota25\">25<\/a> <a name=\"25\"><\/a><\/sup>C. R. Rogers descrive quelle che a suo dire possono essere considerate le quattro condizioni centrali per la costruzione di una relazione di coppia soddisfacente e duratura.<\/p>\n<p>Egli li chiama pertanto SCHEMI DI DURATA E ARRICCHIMENTO sottolineando che questi elementi sono fortemente in gioco nella costruzione e nella durata di un rapporto di coppia che si possa considerare soddisfacente per i partners.<\/p>\n<ul>\n<li>Dedizione o Impegno?: come interesse comune ad arricchire costantemente la vita di coppia anche attraverso il cambiamento, l\u2019unione dovrebbe essere vissuta come un processo continuo e non un contratto.<\/li>\n<li>Comunicazione: come strumento di condivisione di qualsiasi sentimento e come mezzo di comprensione dei pensieri e sentimenti dell\u2019altro, attraverso le parole o meno,\n<ul>\n<li>\u201c<em>La comunicazione dei sentimenti reali, positivi e negativi; la risoluzione di conflitti e antagonismi; il cammino verso una personalit\u00e0 che accetta se stessa: tutte cose che, almeno in parte, potrebbero essere acquisite\u201d. <\/em>(C.R. Rogers 1970)<a name=\"26\"><\/a><sup><a href=\"#nota26\">26<\/a><\/sup><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Disgregazione dei ruoli: ovvero la possibilit\u00e0 piacevole di vivere secondo le proprie scelte piuttosto che le aspettative e i ruoli imposti.<\/li>\n<li>Diventare due S\u00e9 distinti: che significa promuovere la scoperta di s\u00e9 incoraggiando la crescita di entrambi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per Rogers nella coppia <em>\u201cla regola del gioco \u00e8 il mutamento\u201d<\/em> difatti parlando della concezione tradizionale dei legami coniugali scrisse che: <em>\u201cil matrimonio e la famiglia nucleare sono un\u2019istituzione fallimentare, un modo di vivere fallimentare\u201d, <\/em>ci\u00f2 proprio per la staticit\u00e0 che rischia di nascere nella temporalit\u00e0 del rapporto.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019impegno \u00e8 individuale, ma l\u2019opera costante, difficile e rischiosa \u00e8 necessariamente un\u2019opera fatta insieme. Essa riconosce un rapporto come durevole solo se tale qualit\u00e0 di durata esista gi\u00e0 attualmente\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Stando a quanto osservato dallo stesso Rogers inoltre <em>\u201cVivere conformemente a quanto ci si attende da un dato ruolo sembra sostanzialmente in contrasto con un matrimonio che muova in qualche direzione, che proceda\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 dei coniugi di riuscire a vivere immersi in un sistema culturale in cui ciascuno possa essere fondatore della propria storia coniugale senza troppe interferenze sembra quindi essere uno degli elementi fortemente implicati nel processo personale di ogni coppia.<\/p>\n<p>Spesso difatti i meccanismi alla base delle aspettative riguardanti il coniuge sono decisamente influenzati da retaggi familiari che sono difficilmente arginati e arginabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"lavorare\"><\/a><\/p>\n<p><strong>LAVORARE CON LA COPPIA E IL SINGOLO IN TERAPIA IN UN\u2019OTTICA ROGERSIANA<\/strong><\/p>\n<p>La terapia di coppia \u00e8 un percorso rivolto a coloro che chiedono un aiuto profondo e radicale per affrontare le difficolt\u00e0 che insorgono nella loro vita in comune; svariati motivi conducono una coppia coniugale a richiedere il supporto di un esperto, spesso per\u00f2, malgrado essi siano fortemente presenti, non sono questi i motivi principali per cui due coniugi si rivolgono all\u2019aiuto di uno psicoterapeuta.<\/p>\n<p>Un particolare momento di crisi o situazioni che ormai da tempo sono cristallizzate nella relazione inevitabilmente hanno una ricaduta sul benessere dei singoli partners o, pi\u00f9 in generale, della coppia. Tutti questi fattori possono condurre i coniugi verso una conflittualit\u00e0 esplicita o un disaccordo implicito che a volte portano alla decisione di separarsi nel tentativo di salvaguardarsi o salvaguardare eventuali figli.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019insorgenza di un conflitto e soprattutto la sua permanenza nel tempo sono sempre vissute dalla coppia come una fase penosa e di difficile gestione della propria vita insieme. Il conflitto \u00e8, infatti, quasi sempre un elemento di frustrazione rispetto al desiderio di felicit\u00e0 implicito in ogni relazione duratura\u201d.<\/em> ( in A. M. Ferreri)<a name=\"27\"><\/a><sup><a href=\"#nota27\">27<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Risulta infatti complesso vedere che dal conflitto i partners possono uscire fortificati e arricchiti perch\u00e9 <em>\u201cogni conflitto \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 per conoscere di pi\u00f9 se stessi e l\u2019altro, anche se quando ci siamo dentro pu\u00f2 sembrare l\u2019inferno\u201d.<\/em> (Krishnanda Amana, 2004)<a name=\"28\"><\/a><sup><a href=\"#nota28\">28<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Appare centrale quindi porsi nell\u2019ottica di \u2018<em>\u201cun\u2019esplorazione dei conflitti\u201d<\/em>, per indicare la modalit\u00e0 propria del terapeuta nel lavorare con la coppia in difficolt\u00e0 e per mettere in primo piano l\u2019importanza della comprensione profonda del senso dei conflitti della coppia da parte della coppia stessa, lasciando invece in secondo piano quella della sua conclusione\u201d. (A. M. Ferreri 2005)<a name=\"29\"><\/a><sup><a href=\"#nota29\">29<\/a><\/sup><\/p>\n<p>La terapia con i membri di una coppia, di fatto richiede una precisa formazione da parte del terapeuta, non solo da un punto di vista prettamente professionale, ma anche per quel che concerne la sfera privata dello stesso.<\/p>\n<p>Propensioni interne, storie relazionali fallimentari, pregiudizi rispetto ai coniugi o alleanze sbilanciate da parte dello psicoterapeuta ,possono produrre effetti distruttivi per il percorso in causa o peggio ancora mettere la coppia nettamente pi\u00f9 in crisi.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione anche ai <em>miti o illusioni<\/em> comuni che conducono la coppia in \u201ctrappole negative e invischianti\u201d o peggio ancora che conducono il terapeuta verso queste derive sono elementi da tenere sempre presenti di fronte alla terapia con i due coniugi.<\/p>\n<p>Riprendendo C. R. Rogers, Antonio M. Ferreri considera \u201c<em>il contesto specifico della terapia con coppie non richieda alcun sostanziale cambiamento del modo di essere dello psicoterapeuta centrato sul cliente\u201d<\/em>, facendo mente locale sulla coppia intesa sia come \u201csistema coppia\u201d che come \u201csingoli partners\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cCarl R. Rogers nell\u2019articolo del 1957 \u2018The necessary and sufficient conditions of therapeutic personality change\u201d <\/em>apr\u00ec un dibattito nell\u2019ambito della psicoterapia, affermando che sei condizioni erano necessarie e sufficienti per ottenere un risultato significativo, indipendentemente dal metodo utilizzato\u201d. (O\u2019Leary C. J. 1999)<a name=\"30\"><\/a><sup><a href=\"#nota30\">30<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Le sei condizioni prevedono che:<\/p>\n<ol>\n<li>le tre persone coinvolte (coniugi e terapeuta) abbiano un contatto psicologico; questa condizione \u00e8 stata denominata da Rogers postulato o condizione preliminare.<\/li>\n<li>i clienti si trovino in uno stato d\u2019incongruenza e vulnerabilit\u00e0;<\/li>\n<li>il terapeuta sia, all\u2019interno della relazione terapeutica con i clienti, profondamente e liberamente autentico e congruente;<\/li>\n<li>il terapeuta abbia <em>un\u2019accettazione positiva incondizionata<\/em>nei confronti di ogni aspetto dell\u2019esperienza del cliente.\n<ul>\n<li>Ci\u00f2 significa che vengono poste condizioni all\u2019accettazione e che il terapeuta \u00e8 pronto ad accogliere tanto i sentimenti positivi quanto quelli negativi. Questa attenzione e possibilit\u00e0 di accoglienza per\u00f2 non riguarda i comportamenti e gli agiti dei clienti, bens\u00ec tutta la sfera emotivo \u2013 relazionale che essi sperimentano dentro e fuori dal contesto terapeutico;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>il terapeuta sia capace di percepire il mondo personale del cliente \u201ccome se\u201d fosse il suo.\n<ul>\n<li>Il terapeuta che sperimenta empatia pu\u00f2 cercare di muoversi liberamente nel mondo del cliente e pu\u00f2 sia esprimere ci\u00f2 di cui il cliente potrebbe sentire il bisogno, sia chiarificare quegli aspetti dell\u2019esperienza di cui il cliente stesso \u00e8 scarsamente consapevole;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>i partners percepiscano l\u2019empatia e l\u2019accettazione incondizionata del terapeuta.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Queste condizioni sono i pilastri fondanti di un approccio centrato sulla persona che include sia la terapia individuale che quella di coppia o di famiglia.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione al mondo interno del cliente e\/o della coppia in stato di necessit\u00e0 conduce sempre il terapeuta in prima battuta, e in seguito per tutto il percorso psicoterapeutico, ad analizzare se e in che misura tali prerogative sono presenti e agiscono all\u2019interno del contesto psicoterapeutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"esempio\"><\/a><\/p>\n<p><strong>UN ESEMPIO DI TERAPIA CON LA COPPIA IL MODELLO DI O\u2019LEARY<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Charles J. O\u2019Leary (2002), uno dei principali esponenti del versante umanistico della terapia relazionale, un percorso di terapia di coppia offre ad ogni partner uno spazio sicuro in cui potersi esprimere nella complessit\u00e0 delle proprie esperienze, nella propria storia esplorando i sentimenti personali, il tutto cercando di creare una dimensione comunicativa funzionale al recupero delle proprie risorse.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale, \u00e8 che la coppia trovi nuovamente una propria dimensione relazionale e ci\u00f2 pu\u00f2 diventare possibile attraverso l\u2019apprendimento di abilit\u00e0 comunicative che facilitino una comunicazione pi\u00f9 autentica e quindi pi\u00f9 intima.<\/p>\n<p>Ciascuno dei coniugi, pertanto, all\u2019interno del percorso pu\u00f2 trovare lo spazio, il modo e il tempo in cui esprimere il proprio punto di vista, senza che l\u2019altro si senta accusato, svilito e il tutto in un clima di tregua dalla quotidianit\u00e0 relazionale che fino ad allora li ha contraddistinti.<\/p>\n<p>Questa esperienza offre la possibilit\u00e0 di creare uno spazio mentale che includa i bisogni personali, quelli del partner e della relazione, sperimentando e apprendendo la capacit\u00e0 di identificare ed esprimere i propri sentimenti, bisogni, cercando di aumentare la capacit\u00e0 di un ascolto empatico dell\u2019altro.<br \/>\nLo psicoterapeuta di coppia, specifica O\u2019 Leary (2002), ha un ruolo pi\u00f9 attivo e creativo rispetto alla terapia individuale, anche se si pone sempre in secondo piano rispetto al cliente, in questo caso rappresentato dalla coppia.<\/p>\n<p>Lavorare per creare un clima nel quale entrambi i componenti della coppia possano sentirsi liberi di parlare e sicuri di essere ascoltati, in un modo del tutto diverso da quello al \u00e8 quale sono abituati nella relazione.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che in prima battuta si ponga molta attenzione alla fiducia dei partecipanti, al fine di poter anche rinunciare alle prese di posizione superficiali per arrivare alla fonte della verit\u00e0 di ogni partecipante.<\/p>\n<p>Ognuno verr\u00e0 visto, sentito e accolto anche come individuo singolo e portatore di un mondo personale e relazionale, pratica insomma una <em>parzialit\u00e0 multidimensionale<\/em>.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 necessario sondare motivazioni e aspettative per comprendere a pieno la spinta che ha condotto i coniugi a rivolgersi ad uno specialista.<\/p>\n<p>Anche se negli anni di clinica e ricerca di Carl R. Rogers non sono presenti metodologie specifiche per l\u2019approccio terapeutico con coppie e famiglie, O\u2019Leary (2002) delinea, a partire dagli schemi di durata e arricchimento definiti dallo stesso Rogers, quali sono gli elementi della terapia di coppia secondo l\u2019approccio centrato sulla persona:<\/p>\n<ul>\n<li>CURIOSIT\u00c0: <em>la presenza e la partecipazione di una complessit\u00e0 coniugale che stimola lo specialista a conoscere i partners e la loro relazione, che essi stessi generalmente vivono come priva di unicit\u00e0 e particolarit\u00e0.<\/em><\/li>\n<li>UNA FILOSOFIA RELAZIONALE: <em>tutto il modo di essere del terapeuta che prescinde dalla formazione specifica. Lo specialista nella sua multidimensionalit\u00e0 e personalit\u00e0, oltre che con un bagaglio teorico-clinico.<\/em><\/li>\n<li>LA CAPACIT\u00c0 DI <strong><em>\u201clasciar andare\u201d<\/em><\/strong>: <em>dare la libert\u00e0 ai coniugi di essere i capitani della loro barca. Cedere il timone alla coppia che sar\u00e0 poi quella che in seguito, una volta stabilito un buon clima relazionale, potr\u00e0 indirizzarsi secondo le sue esigenze e non quelle del terapeuta.<\/em><\/li>\n<li>L\u2019EQUILIBRIO TRA CONFRONTO E ACCETTAZIONE: \u201cil terapeuta efficace aiuta il cliente a vedere i suoi pensieri e comportamenti come parti della dinamica che produce i pensieri e i comportamenti del partner\u201d<em>( O\u2019Leary 2002) Compito quindi del terapeuta in questi casi \u00e8 quello di mostrare anche alla coppia che tali dinamiche avvengono e sono alla base dell\u2019incongruenza che vi \u00e8 tra quello che uno dei due dice e fa e quello che l\u2019altro della coppia percepisce.<\/em><\/li>\n<li>LA COMPRENSIONE EMPATICA DI CIASCUN MEMBRO: <em>si riferisce alla possibilit\u00e0 di inserire elementi di terapia individuale anche nel contesto di coppia. Il singolo analizza, insieme allo specialista, parti di s\u00e9 che potrebbero essere bloccate e influire pertanto sul rapporto coniugale. Sempre O\u2019Leary (2002) in proposito <\/em>\u201cSono convinto, peraltro, che le informazioni, i consigli e le aspettative siano disponibili ovunque e che ovunque i clienti, fondamentalmente, desiderino che il terapeuta consenta loro di essere incontrati e presi in considerazione come persone\u201d.<\/li>\n<li>LA FACILITAZIONE ATTIVA DEL DIALOGO: <em>personalizzare i modi della facilitazione e della comunicazione in base alle caratteristiche specifiche della coppia.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019approccio dell\u2019autore ha la finalit\u00e0 quindi di permettere ai due partners di trovare un sostegno per procedere verso una definizione e differenziazione maggiori, cercando di scorgere quale potrebbe essere il proprio spazio coniugale e individuale accrescendo in tal modo le risorse gi\u00e0 possedute e acquisendone altre.<\/p>\n<p>\u00c8 difatti necessario portare avanti un percorso personale e di coppia che accresca la propria consapevolezza, arrivando infine a sperimentare un\u2019autentica intimit\u00e0 personale e di coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a name=\"conclusioni\"><\/a><\/p>\n<p><strong>CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDa giovane mi appuntai sul quaderno una frase di von Hofmannstahl, dal suo Libro degli amici: <strong>\u2018la profondit\u00e0 va nascosta. Dove? In superficie\u2019<\/strong>. La annotai perch\u00e9 mi sembrava giusta, senza sapere in che modo. Ora lo so: nella scrittura sacra la profondit\u00e0 sta alla superficie delle lettere\/cellule femminili. L\u2019ebraico \u00e8 profondo a prima vista\u201d.<\/em> (E. De Luca 2011)<a name=\"31\"><\/a><sup><a href=\"#nota31\">31<\/a><\/sup><\/p>\n<p>La superficie, ovvero ci\u00f2 che appare, \u00e8 portatore di spessore fatto di storia e di significati; questa superficie \u00e8 l\u2019esito ultimo di accadimenti che s\u2019intrecciano con altre superfici e creano nuova storia.<\/p>\n<p>La coppia \u00e8 il risultato di un percorso, un\u2019attrazione che sbanda completamente i sensi, che attrae ma allo stesso tempo ritrae in s\u00e9 stessi e nella propria origine.<\/p>\n<p>\u00c8 un percorso che conduce a riflettere ma che necessariamente deve rimanere vivo, attivo e partecipato; nella coppia si pu\u00f2 nascere, morire e rinascere nuovamente, \u00e8 la dinamicit\u00e0 che non la spegne.<\/p>\n<p>I testi sacri, la psicologia e la tradizione conducono a riflessioni sulla relazione, l\u2019interdipendenza e la reciprocit\u00e0, termine questo che in s\u00e9 racchiude una complessit\u00e0 arricchente per i singoli e la coppia, ma che ugualmente implica il sacrificio, la scelta e la costruzione di una nuova storia che veda coinvolti i partners come attori principali.<\/p>\n<p>Questo processo risulta complesso quando la persona non ha affrontato fasi specifiche della propria vita che non permettono alcuna evoluzione ma solo un\u2019involuzione individuale e di coppia.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019interessante \u00e8 che, finch\u00e9 non ci separiamo consapevolmente dalle nostre radici, continueremo a mettere in atto il processo di separazione con le persone significative della nostra vita attuale, il che pu\u00f2 essere estremamente dannoso per le nostre relazioni\u201d<\/em>. (Krishnananda, Amana 2004).<\/p>\n<p>Il distacco comporta per\u00f2 il contatto con i nuclei attivi della paura ad esso connessi; \u00e8 rischioso prendere le distanze da modalit\u00e0 e persone significative per la nostra crescita interiore, ma \u00e8 un passaggio fondante per acquisire atteggiamenti e manifestare pretese che siano proprie della persona e non della famiglia d\u2019origine.<\/p>\n<p>Nella terapia con la coppia \u00e8 anche necessario quindi sviscerare quegli elementi che possono permettere al singolo e ai coniugi di analizzare i processi interni che tengono legati a modelli familiari incrinanti per l\u2019equilibrio e la serenit\u00e0 di coppia.<\/p>\n<p><em>\u201cCi\u00f2 che fa crescere la fiducia \u00e8 conoscere la storia dell\u2019altro e accogliere le sue ferite nel nostro cuore, comprendendo il suo dolore a un livello profondo\u201d.<\/em> (Krishnananda, Amana 2004)<a name=\"32\"><\/a><sup><a href=\"#nota32\">32<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>Confalonieri E., Gavazzi I.G. (2002); \u201cAdolescenza e compiti di sviluppo\u201dMilano Ed. Unicopli.<\/p>\n<p>Dall\u2019Aglio C., Marmocchi P., Zannini M. (2005), <em>Carl Rogers e il progetto di life skills dell\u2019OMS<\/em>. ACP Rivista di studi rogersiani ibidem.<\/p>\n<p>De Luca E. (2011<em>): \u201cLe Sante dello Scandalo\u201d.<\/em> Ed. Giuntina Firenze<\/p>\n<p>Erikson E., (2001), <em>Infanzia e societ\u00e0. <\/em>Edizioni Armando, Roma.<\/p>\n<p>Ferreri A. M. (2005): \u201cL\u2019approccio centrato sulla persona e la terapia familiare centrata sul cliente\u201d. Ed. Psicologia<\/p>\n<p>Gibran Kahlil<em> \u201cSul matrimonio\u201d<\/em><\/p>\n<p>Krishnanda, Amana (2004): <em>\u201cTrust and Mistrust\u201d<\/em> trad. It. <em>\u201cFiducia e sfiducia\u201d<\/em> G. Feltrinelli ed. Economica ORIENTE<\/p>\n<p>Minuchin, S. (1974) <em>Famiglia e terapia di famiglia. <\/em>Tr. it. Astrolabio, Roma 1976.<\/p>\n<p>Neuburger R., (2001), <em>La coppia. Il suo mito, il suo terapeuta, <\/em>Franco Angeli Editore, Milano<\/p>\n<p>Nietzsche F., <em>Cos\u00ec par\u00f2 Zarathustra<\/em>, Adelphi, Milano 1975, 31 ss.<\/p>\n<p>O\u2019 Leary C. J. (1999), <em>\u201cCounselling couples and families. A persona-centred approach\u201d.<\/em> London trad. it. (2002) \u201c<em>Counseling alla coppia e alla famiglia<\/em>. Un approccio centrato sulla persona. Erikson, Trento.<\/p>\n<p>Rogers, C.R. (1972a) <em>\u201cBecoming Patners\u201d <\/em>trad. It. <em>\u201cPartners. <\/em><em>Il matrimonio e le sue alternative\u201d<\/em>, Astrolabio, Milano 1976, traduzione di Augusto Menzio da Becoming Partners. Marriage and its alternatives.<\/p>\n<p>Rogers C.R. (1980) <em>A Way of Bein<\/em>g, Boston, Ma. Houghton Mifflin Co. (trad. it. <em>Un modo di esser<\/em>e, Martinelli, Firenze, 1983).<\/p>\n<p>Rogers C.R. (1970): <em>\u201cOn Encounter Groups\u201d<\/em> I Gruppi di Incontro, Roma, Astrolabio, 1976<\/p>\n<p>Scabini E., Cigoli V. (2000), <em>Il famigliare. <\/em>Legami, simboli e transizioni. Ed. Raffaello Cortina<\/p>\n<p>Schopenhauer A., Parerga e Paralipomena<\/p>\n<p>Stierlin, H. (1975) <em>Dalla psicoanalisi alla terapia della famiglia. <\/em>Tr. it. Bollati Boringhieri, Torino 1979.<\/p>\n<p>Vegetti Finzi S., Battistin A.M., (2000), \u201cL\u2019et\u00e0 incerta. I nuovi adolescenti.\u201d Milano Ed. Mondadori<\/p>\n<p>Wynne L. C. (1984), <em>Epigenesi dei sistemi di relazione: un modello per comprendere il processo di sviluppo di una famiglia<\/em>, in \u201c Family Process\u201d, 23, 3, pp 83 \u2013 110.<\/p>\n<p>Zani B. (1997a) \u201cAdolescenza e famiglia\u201d In A.Palmonari (a cura di), Psicologia dell\u2019adolescenza, il Mulino Bologna,pp 229 &#8211; 250<\/p>\n<p><strong>SITOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.etimo.it\/?term=coppia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Etimo: coppia<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laici.va\/content\/dam\/laici\/documenti\/donna\/culturasocieta\/italiano\/antropologia-uniduale-e-relazionale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Antropologia uniduale e relazionale<\/a> <a href=\"http:\/\/www.laici.va\/content\/dam\/laici\/documenti\/donna\/culturasocieta\/italiano\/antropologia-uniduale-e-relazionale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pdf.png\" alt=\"\" width=\"17\" height=\"17\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cheli E.: <a href=\"http:\/\/www.unisi.it\/mastercomrel\/articoli%20e%20saggi\/6%20crisi_e_trasformazione_dei_rappo.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"nota1\"><\/a><a href=\"#1\">[1]<\/a> Psicologa Centro Eos Pavia<\/p>\n<p><a name=\"nota2\"><\/a><a href=\"#1\">[2]<\/a> <em>A cura di <\/em>Micciulli Massimo <em>Nato a Roma, da sempre interessato a forme di pensiero &#8220;ortopratico&#8221; come quello Zen per arrivare allo studio del pensiero ebraico che tra l&#8217;altro, come noto, ha generato il pensiero psicanalitico. Ha sempre ritenuto la lingua di un gruppo umano, l&#8217;espressione del pensare stesso di quel popolo, inoltre \u00e8 assertore che lingue madri come il sanscrito e l&#8217;ebraico contengono le radici del pensare umano in generale. <\/em><em>Attualmente sta approfondendo questo aspetto studiando presso il Collegio Rabbinico di Roma.<\/em><\/p>\n<p><a name=\"nota3\"><\/a><a href=\"#3\">[3]<\/a> E. De Luca (2011<em>): \u201cLe Sante dello Scandalo\u201d.<\/em> Ed. Giuntina Firenze<\/p>\n<p><a name=\"nota4\"><\/a><a href=\"#4\">[4]<\/a> Ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota5\"><\/a><a href=\"#5\">[5]<\/a> A. M. Ferreri (2005): \u201cL\u2019approccio centrato sulla persona e la terapia familiare centrata sul cliente\u201d. Ed. Psicologia<\/p>\n<p><a name=\"nota6\"><\/a><a href=\"#6\">[6]<\/a> Krishnanda, Amana (2004): <em>\u201cTrust and Mistrust\u201d<\/em> trad. It. <em>\u201cFiducia e sfiducia\u201d<\/em> G. Feltrinelli ed. Economica ORIENTE (2010)<\/p>\n<p><a name=\"nota7\"><\/a><a href=\"#7\">[7]<\/a> Ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota8\"><\/a><a href=\"#8\">[8]<\/a> Ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota9\"><\/a><a href=\"#9\">[9]<\/a> Ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota10\"><\/a><a href=\"#10\">[10]<\/a> C.R. Rogers (1970): <em>\u201cOn Encounter Groups\u201d<\/em> I Gruppi di Incontro, Roma, Astrolabio, 1976<\/p>\n<p><a name=\"nota11\"><\/a><a href=\"#11\">[11]<\/a> Kahlil Gibran <em>\u201cSul matrimonio\u201d<\/em><\/p>\n<p><a name=\"nota12\"><\/a><a href=\"#12\">[12]<\/a> E. Scabini, V. Cigoli (2000), <em>Il famigliare. <\/em>Legami, simboli e transizioni. Ed. Raffaello Cortina<\/p>\n<p><a name=\"nota13\"><\/a><a href=\"#13\">[13]<\/a> E. Cheli: <a href=\"http:\/\/www.unisi.it\/mastercomrel\/articoli%20e%20saggi\/6%20crisi_e_trasformazione_dei_rappo.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Crisi e trasformazione dei rapporti di coppia<\/a><\/p>\n<p><a name=\"nota14\"><\/a><a href=\"#14\">[14]<\/a> A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena<\/p>\n<p><a name=\"nota15\"><\/a><a href=\"#15\">[15]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.laici.va\/content\/dam\/laici\/documenti\/donna\/culturasocieta\/italiano\/antropologia-uniduale-e-relazionale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Antropologia uniduale e relazionale<\/a> <a href=\"http:\/\/www.laici.va\/content\/dam\/laici\/documenti\/donna\/culturasocieta\/italiano\/antropologia-uniduale-e-relazionale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pdf.png\" alt=\"\" width=\"17\" height=\"17\" border=\"0\" \/><\/a> <strong>FONTI DELLA PUBBLICAZIONE<\/strong> <em>Gn <\/em>1, 27 \u00abAllora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: \u00ab\u00c8 lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?\u00bb. Ed egli rispose: \u00abNon avete letto che il Creatore da principio li cre\u00f2 maschio e femmina e disse: Per questo l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una carne sola? Cos\u00ec che non sono pi\u00f9 due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l&#8217;uomo non lo separi\u00bb (<em>Mt<\/em> 19, 3-7).<\/p>\n<p><em>Num <\/em>27, 16. La questione donna viene riletta da tutta una corrente illuminata di teologhe tra le quali ricordiamo M. FARINA, <em>La questione donna: un\u2019istanza critica per la teologia<\/em>, in \u201cRicerche Teologiche\u201d, anno I, numero unico (1990), 91-120; C. MILITELLO, <em>Donna in questione. Un itinerario ecclesiale di ricerca<\/em>, Cittadella, Assisi 1992.<\/p>\n<p><a name=\"nota16\"><\/a><a href=\"#16\">[16]<\/a> F. NIETZSCHE, <em>Cos\u00ec par\u00f2 Zarathustra<\/em>, Adelphi, Milano 1975, 31 ss.<\/p>\n<p><a name=\"nota17\"><\/a><a href=\"#17\">[17]<\/a> L. C. Wynne (1984), <em>Epigenesi dei sistemi di relazione: un modello per comprendere il processo di sviluppo di una famiglia<\/em>, in \u201c Family Process\u201d, 23, 3, pp 83 \u2013 110.<\/p>\n<p><a name=\"nota18\"><\/a><a href=\"#18\">[18]<\/a> Neuburger R., (2001), <em>La coppia. Il suo mito, il suo terapeuta, <\/em>Franco Angeli Editore, Milano<\/p>\n<p><a name=\"nota19\"><\/a><a href=\"#19\">[19]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.etimo.it\/?term=coppia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Etimo: coppia<\/a><\/p>\n<p><a name=\"nota20\"><\/a><a href=\"#20\">[20]<\/a> <em>L&#8217;ebraismo non dice in cosa credere, ma come credere. Non ha dogmi. Non ha una gerarchia. La lingua ebraica \u00e8 una lingua morta che ha ripreso vita solo il secolo appena trascorso e se Mos\u00e8 passeggiasse a Gerusalemme, potrebbe ordinarsi tranquillamente qualcosa da mangiare o chiedere delle informazioni. Questo fatto fa s\u00ec che in questa lingua siano presenti degli archetipi ormai invisibili in altre lingue. Non \u00e8 un caso che un testo ritenuto ispirato come il Pentateuco, sia stato riportato per iscritto in ebraico. Un testo del genere non si traduce; lo si interpreta lettera per lettera, spaziatura per spaziatura. Le parti in bianco sono importanti come quelle in nero delle lettere.<\/em><\/p>\n<p><a name=\"nota21\"><\/a><a href=\"#21\">[21]<\/a> Erikson E., (2001), <em>Infanzia e societ\u00e0. <\/em>Edizioni Armando, Roma.<\/p>\n<p><a name=\"nota22\"><\/a><a href=\"#22\">[22]<\/a> Minuchin, S. (1974) <em>Famiglia e terapia di famiglia. <\/em>Tr. it. Astrolabio, Roma 1976.<\/p>\n<p><a name=\"nota23\"><\/a><a href=\"#23\">[23]<\/a> Stierlin, H. (1975) <em>Dalla psicoanalisi alla terapia della famiglia. <\/em>Tr. it. Bollati Boringhieri, Torino 1979.<\/p>\n<p><a name=\"nota24\"><\/a><a href=\"#24\">[24]<\/a> Dall\u2019Aglio C., Marmocchi P., Zannini M. (2005), <em>Carl Rogers e il progetto di life skills dell\u2019OMS<\/em>. ACP Rivista di studi rogersiani ibidem.<\/p>\n<p><a name=\"nota25\"><\/a><a href=\"#25\">[25]<\/a> ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota26\"><\/a><a href=\"#26\">[26]<\/a> Confalonieri E., Gavazzi I.G. (2002); \u201cAdolescenza e compiti di sviluppo\u201dMilano Ed. Unicopli. ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota27\"><\/a><a href=\"#27\">[27]<\/a> Zani B. (1997a) \u201cAdolescenza e famiglia\u201d In A.Palmonari (a cura di), Psicologia dell\u2019adolescenza, il Mulino Bologna,pp 229 &#8211; 250<\/p>\n<p><a name=\"nota28\"><\/a><a href=\"#28\">[28]<\/a> ibidem<\/p>\n<p><a name=\"nota29\"><\/a><a href=\"#29\">[29]<\/a> Vegetti Finzi S., Battistin A.M., (2000), \u201cL\u2019et\u00e0 incerta. I nuovi adolescenti.\u201d Milano Ed. Mondadori<\/p>\n<p><a name=\"nota30\"><\/a><a href=\"#30\">[30]<\/a> Rogers C.R. (1980) <em>A Way of Bein<\/em>g, Boston, Ma. Houghton Mifflin Co. (trad. it. <em>Un modo di esser<\/em>e, Martinelli, Firenze, 1983).<\/p>\n<p><a name=\"nota31\"><\/a><a href=\"#31\">[31]<\/a> Rogers, C.R. (1972a) <em>\u201cBecoming Patners\u201d <\/em>trad. It. <em>\u201cPartners. Il matrimonio e le sue alternative\u201d<\/em>, Astrolabio, Milano 1976, traduzione di Augusto Menzio da Becoming Partners. Marriage and its alternatives.<\/p>\n<p><a name=\"nota32\"><\/a><a href=\"#32\">[32]<\/a> O\u2019 Leary C. J. (1999), <em>\u201cCounselling couples and families. A persona-centred approach\u201d.<\/em> London trad. it. (2002) \u201c<em>Counseling alla coppia e alla famiglia<\/em>. Un approccio centrato sulla persona. Erikson, Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"#indice\"><img src=\"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/arrow.png\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL&#8217;amore vero, \u00e8 il cammino in due verso la luce di un ideale comune.\u00bb J. d&#8217;Hormoy Autore(i): Dr.ssa Claudia Jasmin&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[30,35],"tags":[],"class_list":["post-1258","post","type-post","status-publish","format-standard","category-30","category-symbolon"],"menu_order":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1258"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1297,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258\/revisions\/1297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}