{"id":1249,"date":"2005-03-01T16:08:36","date_gmt":"2005-03-01T15:08:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/?p=223"},"modified":"2023-02-09T13:46:23","modified_gmt":"2023-02-09T12:46:23","slug":"destino-di-un-traumatismo-psichico-della-prima-infanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/destino-di-un-traumatismo-psichico-della-prima-infanzia\/","title":{"rendered":"Destino di un traumatismo psichico della prima infanzia"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><strong>Autore(i)<\/strong>: LEBIGOT F. Professeur Agr\u00e9g\u00e9 du Val-De-Gr\u00e2ce &#8211; Chef du Service de Psychiatrie H\u00f4pital d&#8217;Instruction des Arm\u00e9es PERCY<br \/>\n<!--more-->&nbsp;I traumatismi psichici dell\u2019infanzia hanno esiti molto diversi. Molti riescono ad elaborarsi se l\u2019entourage si dimostra abbastanza affettuoso e sollecito. Altri, invece, lasciano tracce durevoli che incideranno pesantemente sulla vita dell\u2019adulto. Nel caso che osserveremo in seguito, una problematica edipica tragica si aggiunger\u00e0 agli effetti del trauma. Quando aveva due anni e mezzo, Pierre ha assistito pi\u00f9 volte a scenate molto violente tra i suoi genitori. Negli incubi che far\u00e0 in seguito, si augura in modo palese la morte di sua madre. E\u2019 ormai un \u201cmostro\u201d votato all\u2019obbrobrio e alla morte ma che riesce a sopravivere appropriandosi della potenza paterna, per lui affascinante. Tra i 20 ed i 24 anni, fu ricoverato a lungo tre volte in ospedale psichiatrico a causa dei suoi comportamenti suicidi e delle mutilazioni che si procurava. Inizier\u00e0 ad uscire dalla sua schiavit\u00f9 quando sua madre confesser\u00e0 di essere lei la responsabile nella storia della sua infinita sofferenza. Ormai, potr\u00e0 continuare a ritenersi, lui, totalmente innocente?<\/p>\n<p><strong>PAROLE CHIAVE<\/strong><\/p>\n<p>Traumatismo psichico, bambino, colpevolezza<\/p>\n<p><strong>DAL TRAUMATISMO DEL BAMBINO AL CASO DI PIERRE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019evoluzione in et\u00e0 adulta dello stato psichico di bambini che hanno vissuto una esperienza traumatica non \u00e8 ben conosciuta. Non esistono infatti studi prospettici dedicati a questi soggetti. Neilavori effettuati su adolescenti o adulti con tali antecedenti risultano presenti patologie molto diverse che vanno da una sintomatologialeggera a gravi perturbazioni del funzionamento psichico. Sulla scorta di questi studi Vila ed altri (1) elencano fra i sintomi incontrati: turbative ansiose e depressive, tentativi di suicidio e suicidi,turbe di comportamenti sociali, alimentari e sessuali, consumo eccessivo di alcool e di altre sostanze psicoattive, personalit\u00e0 \u201cmolteplici\u201d e soggetti borderline.Nel criterio diagnostico \u201cmodifiche durature della personalit\u00e0 dopo une esperienza di catastrofe\u201d, l\u2019 ICD 10 fornisce una descrizione abbastanza completa dei sintomi incontrati nella clinica di questi bambini precocemente traumatizzati (2).<br \/>\nIl paziente che esamineremo in seguito poteva benissimo essere classificato come \u201cpersonalit\u00e0 molteplice\u201d per i momenti in cui diventava, a sua insaputa, il padre terrorizzante, oppure come soggetto borderline. Era sempre profondamente depresso, ma soltanto sul piano dell\u2019umore: non presentava n\u00e9 astenia n\u00e9 rallentamento. Ha moltiplicato i tentativi di suicidio, ha abusato dell\u2019alcool e presentato turbe della sfera sessuale. Dalla sua ansiet\u00e0 nascevano pi\u00f9 o meno tutte le manifestazioni patologiche che lo avrebbero portato ad essere classificato tra le personalit\u00e0 borderline. Tuttavia, \u00e8 stato capace, dopo essersene difeso a lungo, di allacciare una relazione di transfert nella quale ha sviluppato un discorso ove la molteplicit\u00e0 delle espressioni psicopatologiche si \u00e8 ordinata in una stratificazione di significati. Sembra che, a quello stadio della sua maturazione psichica, la natura stessa del traumatismo e le prove vissute negli anni seguenti, abbianodeterminato la gravit\u00e0 delle conseguenze a lungo termine dello shock traumatico e permesso al principio di piacere di lasciare uno spiraglio alla pulsione di vita. Una tristezza a malapena velata, il rispetto dimostrato verso il primario durante il primo ricovero e la sua richiesta di amicizia nei confronti del medico che lo ha curato la seconda volta sono state, per molto tempo, le uniche manifestazioni a prova dell\u2019esistenza di una scintilla di speranzaben nascosta sotto le ceneri.<br \/>\nE\u2019 sorprendentein questo tipo di cure, di cui abbiamo scarsa esperienza in patologie cos\u00ec gravi, quanto il trauma infantile pu\u00f2rimanere \u201cvivace\u201d, orientare in diversi modi il destino del soggetto e rimanereaccessibile in tutti i suoieffetti ad unlavoro di elaborazione anche in et\u00e0 tardiva. Ma \u00e8 probabile che non sar\u00e0 mai metabolizzato, posto cos\u00ec fuoriportata da non poter essere elaborato con laparola, e le diverse patologie elencate da Vila et al. ne siano il risultato. Tutto ci\u00f2 forse, nel senso in cuiBergeret, colloca un traumatismo \u201cdimenticato\u201d, rimosso, in testa alle \u201cclassifiche borderline\u201d, in quanto\u201cprimo disgregatore dell\u2019evoluzione psichica del soggetto\u201d.<\/p>\n<p><strong>PIERRE, 20 anni,chiamato per il servizio dileva<\/strong><\/p>\n<p>Nel dicembre 1993, Pierre compie 20 anni. E chiamato a fare il militare in un reggimento di fanteria nell\u2019Est della Francia. E\u2019 piuttosto soddisfatto da questa chiamata che lo strapper\u00e0 all\u2019inferno del focolare domestico; pensa anche diarruolarsiuna volta terminato il servizio di leva.<br \/>\nMa le cose sembrano andare di male in peggio, non riesce a sentirsi in sintonia con la sua sezione perch\u00e9 se ne sente totalmente estraneo. Cos\u00ec dopo il primo mese gode di un permesso e torna dalla madre con la quale vive assieme alla sorella pi\u00f9 piccola. La domenica sera, poco prima della partenza in treno, la madre lo trova nel suo letto in un bagno di sangue. Dopo avergli dato le prime cure, chiama il presidio per farlo trasportare da un veicolo militare. Un medico arriva da Parigi e lo fa ricoverare immediatamente nel reparto di psichiatria dell\u2019ospedale Percy.<br \/>\nPierre, in grado di essere interrogato, racconta il suo tentativo di suicidio. Ha bevuto molto alcool, preso tutte le medicine che ha trovato in casa poi si \u00e8 procurato delle scarificazioni e delle flebotomie sulle mani e sulle braccia. Sul dorso della mano destra ha ritagliato in profondit\u00e0 un cerchio di pelle di 15 mm. di diametro che ha poi inghiottito. Dice di ignorare i motivi di questo strano gesto, che tende abanalizzare. Non aveva peraltro alcun motivo di tentare il suicidio in quel preciso momento perch\u00e9 amava l\u2019esercito (si sapr\u00e0 dopo che non riusciva ad adattarsi alla vita militare), e non volevaessere riformato. E\u2019 tenuto in osservazione in ospedale.<\/p>\n<p><strong>PRIMO PERIODO DI CURA<\/strong><\/p>\n<p>I primi colloqui rimangono ad un livello del tuttoinformativo. Il paziente non si lamenta per il suo ricovero nel reparto di psichiatria ma non si aspetta niente da chi lo cura.<\/p>\n<p><strong>Breve biografia<\/strong><\/p>\n<p>Pierre \u00e8 nato a Parigi. Sul padre, originario dell\u2019Algeria, non ha molte informazioni. Di lui dice soltanto che \u201c\u00e8 un malato ed un violento\u201d. Non l\u2019ha pi\u00f9 visto da una decina d\u2019anni: \u201ddeve essere morto\u201d. Sua madre ha 48 anni ed \u00e8 segretaria in una ditta: \u201cle voglio bene, \u00e8 mia madre\u201d\u2026\u201d aggiungendo : \u201cmi innervosisce parlare di questo, di fatto la detesto, mi ha messo inun istituto (la DASS) quando avevo 5 anni ed ho dovuto lottare per farmi riprendere all\u2019et\u00e0 di 14 anni\u201d. Perch\u00e9 la DASS? \u201dPerch\u00e9 avevano problemi di coppia \u201c. Dai 5 ai 10 anni vive in provincia con la sorellapresso una famiglia che odia: \u201cio e mia sorella eravamo messi da parte, contavano solo i loro figli\u201d. Poi va a finire in una casa di accoglienza dove \u00e8 seguito da un educatore e da una psicologa. Prende un diploma commerciale. I suoi risultati a scuola sono eccellenti ma \u00e8 spesso in preda a crisi di violenza aggressiva e clastica. Decide e ottiene di ritornare da sua madre assieme alla sorella pregustando di provare una immensa felicit\u00e0: \u201cessere come gli altri, avere una famiglia, una madre.\u201d La \u201cfamiglia\u201d -tre persone- vive ormaiin un monolocale a Parigi e la vita di Pierre prende una piega inaspettata, all\u2019opposto di ci\u00f2 che aveva sognato. Ci ritorneremo perch\u00e9 non ne parla ancora. Invece si lamenta in questi termini: \u201csono sempre depresso, ho sempre voglia di morire\u201d. E\u2019 allora che tenta per la prima volta il suicidio. \u201cSarebbe una liberazione, l\u2019eliminazione di tutti i miei problemi\u201d. \u201cNon comunico con nessuno, n\u00e9 con mia madre n\u00e9 con mia sorella\u201d. Non ha amici n\u00e9 fidanzatine, non ha mai avuto relazioni sessuali.<br \/>\nInoltre svaluta il suo pure ottimo percorso scolastico: \u201dsono sempre stato pessimo a scuola, sono un incapace, ho sempre seguito tutto passivamente, sono privo di volont\u00e0\u201d. Pierre non ha alcun hobby, trova un po\u2019 di sollievo soltanto nell\u2019alcool. \u201dE\u2019 l\u2019unica cosa che mi procura un po\u2019 di oblio, che mi fa cambiare pelle, che mi aiuta a sopportarmi e farmi dimenticare chi sono.\u201d Chi \u00e8 realmente questo ragazzo di bella statura, dagli gli occhi azzurri chiarissimi, dal viso forse ancora un po\u2019 infantile, con i capelli neri a spazzola (non ha aspettato di fare il militare per adottare questo taglio), che si esprime in francese in modo colto? Suo padre non gli ha trasmesso niente che ricordi la riva sud del Mediterraneo, escluso ilsuo cognome algerino.<\/p>\n<p><strong>Il ricovero in ospedale<\/strong><\/p>\n<p>Pierre soggiorner\u00e0 sei mesi nel reparto di psichiatria. E\u2019 fermamente deciso ad evitare una vera relazione terapeutica col pretesto della sua \u201cinutile\u201d esperienza con la psicologa al tempo della casa di accoglienza. Per il personale di servizio, \u00e8 un paziente difficile che beve spesso sino a diventare aggressivo, a voltecon pensieri di suicidio, a volte al limite di compiere atti violenti. Al rientro da un permesso afferma: \u201dvolevo suicidarmi, avevo preparato tutto. Ho iniziato bruciando tutti i miei documenti, il mio diploma,tutto ci\u00f2 che porta il mio nome con il mio passato, il mio presente ed il mio futuro marcio. Ci vuole coraggio per vivere, e se sono ancora vivo alla mia et\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 ho sempre saputo che sarei riuscito a suicidarmi.\u201d Pierre formula allora lo stesso desiderio di Edipo a Colone, sul quale si chiude l\u2019opera: \u201cnon essere mai nato\u201d, che Lacan (4) traduce in : \u201cnon esserci\u201d. Il motivo del suo tentativo di suicidio?Non sa chi \u00e8 anche se porta il cognome di suo padre, per lui \u201cl\u2019uomopi\u00f9 marcio che possa esistere. Era alcolizzato, trafficava droga, si prostituiva per soldi, aveva diverse donne. Mi fa orrore avere il sangue suo\u201d. Aggiunge poi: \u201dodio gli arabi e porto un cognome arabo\u201d. Pronuncia queste parole di estrema gravit\u00e0 e piene di violenzacon una sorta di indifferenza e senza provare alcuna emozione.<br \/>\nNel reparto, la maggiore parte dei medici e degli infermieri lo considerano psicotico. La grave ansiet\u00e0, che traspare dietro la sua apparente freddezza e che irrompe quando \u00e8 alcolizzato e violento, la gravit\u00e0 della sua disperazione incitano i medici a prescrivergli sedativi e antidepressivi. Una procedura di HDT \u00e8 pronta nel caso in cui il personale si dovesse trovare alle prese con una sua crisi di violenza che spaventa tutti quegli che lo incontrano. La lunghezza della sua degenza era dovuta pi\u00f9 che altro alla predisposizione di uno stage professionale che gli piaceva, che seguiva stando in ospedale e che gli avrebbe dato un posto di lavoro in Scozia. Sua madre inoltre rifiuta di riprenderlo a casa e lui stesso si oppone a questa eventualit\u00e0.<br \/>\nNel flusso delle informazioni rivelate progressivamente da Pierre abbastanza facilmente durante le sedute o conversando con gli infermieri nei corridoi, unaha particolarmente attirato la nostra attenzione. Quando aveva due anni e mezzo, (et\u00e0 -verificata molto tempo dopo nella cartella DASS che siamo riusciti ad ottenere), \u00e8 stato testimone di una scena di estrema violenza dove suo padre urlava e sbatteva la testa di sua madre contro il muro della camera da letto. Il sangue schizzava dappertutto. In seguito- qui lo spazio temporale \u00e8 incerto-, il bambino ha cominciato ad avere incubi che gli facevano rivivere la scena nella quale lui stesso appariva e gridava al padre: \u201dammazzala, ammazzala\u201d. Questi incubi sono poi spariti, ma il soggetto ne conserva un ricordo vivacissimo. Non \u00e8 stato possibile farlo ritornare su questo \u201cricordo\u201d (che ha poi negato), ma \u00e8 diventato pi\u00f9 prolisso sui suoi primi anni di vita.Ha potuto raccontareil clima di follia pura che regnava nella coppia parentale, il legame molto forte che aveva con sua madre e la lacerazione provata nel lasciarla per la DASS, episodiovissuto come un abbandono da parte di sua madre; le sevizie subite assieme alla sorella nella famiglia di accoglienza\u2026 confermati dal rapporto della DASS,famiglia dove si respirava una turpe atmosfera incestuosa (ha dovuto accarezzare la donna e diverse volte masturbare il nonno), l\u2019identit\u00e0 di \u201carabo\u201d a loro attribuita con disprezzo daigenitori e dai bambini,, ma anche da tutto il paese \u2026 Ha sviluppato allora della \u201ctecniche\u201d per difendersi dagli attacchi violenti e, possibilmente, scaricarli sulla sorella. Ma era nello stesso tempo un bambino triste, anche se questo si sarebbe poi rivelato nel tempo un fattore positivo. Secondo Daligand: \u201cdi sicuro, la tristezza significa sia l\u2019attacco al corpo parlante del bambino sia un tentativo di ripresa della funzione simbolica.\u201d Questa tristezza non lo lascer\u00e0 mai pi\u00f9. Nella casa di accoglienza, Pierre non \u00e8 mai stato franco con gli adultiche considera potenziali nemici da annientare con ogni mezzo (bugia, delazione\u2026).<br \/>\nLa madre andava regolarmente a trovarlo ma non rispondeva mai alle sue richieste ditornare a casa. Lo spaventava quando gli raccontava che suo padre guadagnava soldiprostituendosi e che a volte derubava le sue clienti. Aveva circa 19 anni quando i genitori si sono separati e temeva, come ancora tuttora, di essere rapito da suo padre per essere avviato alla prostituzione nella casbah di Algeri. C\u2019\u00e8 stato effettivamente un tentativo di rapimento quando aveva 11 anni, sventato dalla direttrice della casa di accoglienza. Quando stava da sua madre, la situazione non era migliore. La grande felicit\u00e0 del suo ritorno a casa era stata ben presto sommersa dal rancore e dall\u2019odio. Ha cominciato a picchiare la madre e la sorella mentre diceva di rivedere in se stesso tutte le caratteristiche di suo padre. Lasciava raramente il monolocale, usciva soloper andare a scuola. Presentava una sintomatologia fobica: paura de buio, della folla, della metropolitana, crisi di angoscia.Teme lo sguardo altrui perch\u00e9 l\u2019altro potrebbe, incrociando il suo, indovinare tutti i suoi problemi, la sua origine (araba), che \u00e8 \u201cpazzo\u201d. Si isola e fugge ogni contatto. Ma nello stesso tempo, vuole costruirsi un carattere \u201cforte\u201d attraverso tutte le sue infelicit\u00e0 passate e presenti. \u201cAspira ad una certa potenza\u201d e vedremo pi\u00f9 in l\u00e0 l\u2019importanza di questo desiderio.<br \/>\nInfine, durante il suo ricovero, oltre agli elementi gi\u00e0 menzionati, ci sarebbe da aggiungere diversi tentativi di suicidio con farmaci, atteggiamenti bizzarri duranti i quali si prende il viso a pugni (una volta si \u00e8 lussato la mascella), sbatte la testa al muro, segue le segretarie quando tornano a casa e le minaccia terrorizzandole. Si sente allora quasi capace di esercitare la sua \u201cpotenza\u201d e di violentarle. Nonostante ci\u00f2, teme realmente il primario, non per le ritorsioni che potrebbe esercitare nei suoi confronti ma per il posto simbolico che occupa. Da un punto di vista semiologico, questo \u00e8 importante perch\u00e9, come per la tristezza, \u00e8 la dimostrazione del fatto che una possibilit\u00e0 di transfert \u00e8 possibile anche se non \u00e8 ancora avvenuto, almeno apparentemente. Pierre lascia dunque il reparto con delle prescrizioni, uno stage in corso (dove \u00e8 alloggiato),ed un futuro lavoro in tasca. Sar\u00e0 controllato regolarmente sino alla sua partenza per la Scozia. Il lavoro lo stabilizza ma rimane isolato in mezzo ai compagni di stage, sempre depresso, e questi ultimiprovano un grandesollievo dopo la sua partenza. E\u2019 riformato. L\u2019avvenire di questo ragazzo che rifiuta di farsi aiutare sembra molto buio.Un tentativo di cure psichiatriche in ambiente civile non \u00e8 andata a buon fine in quanto ha dichiarato che erano \u201cassolutamente inutili e che mai e poi mai sarebbe andato a trovare deipsichiatri\u201d.<\/p>\n<p><strong>LA PATOLOGIA DI PIERRE<\/strong><\/p>\n<p>Soffermiamoci sulla patologia di questo giovane adulto per notare in primo luogo che corrisponde perfettamente ai criteri diagnostici dell\u2019 ICD 10 (modifiche durature della personalit\u00e0 dopo una esperienza di catastrofe): atteggiamento sempre ostile e diffidente, tendenza all\u2019isolamento, perenne sensazione di svuotamento edisperazione, tendenza ad abusare spesso dell\u2019alcool, sentimento del essere diverso dagli altri, sconforto soggettivo, tutti disturbi preceduti da uno stato di stress post-traumatico. Questa descrizione si potrebbe anche inquadrare nella \u201cpersonalit\u00e0 traumato-nevrotica\u201d di Crocq.<br \/>\nDue elementi dominano il quadro: una asocialit\u00e0 e una profonda e permanente depressione. Contribuiscono tutti e due alla cattiva opinione che Pierre ha di se stesso e al suogiudizio feroce sugli altri e la societ\u00e0 tutta intera: ognuno pensa soloa se stesso, a soddisfare gli istinti pi\u00f9 bassi, possibilmente dietro il paravento della legge e dei principi morali. La bugia e l\u2019ipocrisia sono decodificanti infallibili delle parole degli uomini. La societ\u00e0 \u00e8 marcia.<br \/>\nAbbiamo parlato soprattutto della cattiva opinione che ha di se stesso ma non \u00e8 questo su cui si incentra il suo discorso. Si presenta come una \u201cvittima\u201d, essendo lui l\u2019unico innocente in unmondo di mascalzoni, ed \u00e8 per questo che soffre e non riesce a trovare il proprio posto. In primo luogo accusa i suoi genitori per averlo \u201cfabbricato\u201d, definendoli pericolosi irresponsabili. \u201cC\u2019\u00e8 una patente per potere guidare la macchina, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 una per mettere al mondo dei bambini?\u201d. Poi, ad ogni tappa della sua vita, si considera una vittima della stupidit\u00e0, dell\u2019incompetenza, della cattiveria dell\u2019uno o dell\u2019altro. Cattiveria (reale) della sua famiglia di accoglienza, incompetenza (che possiamo qualificare reale in questo caso) della DASS, della quale ha molto sofferto ma che non fa che riflettere la natura profonda dell\u2019insieme degli umani. Ogni incontro lo conforta in questa sua certezza.<br \/>\nPierre ha sviluppato molto presto questa visione del mondo e degli uomini. Ci\u00f2 che gli \u00e8 successo nella famiglia di accoglienza dall\u2019et\u00e0 di cinque anni non lo ha stupito. L\u2019avere assistito agli amplessi dei propri genitori nell\u2019unica stanza in cui vivevano lo avevano formato in materia di sessualit\u00e0. La sua precocit\u00e0 nelle conoscenze sessuali si accompagna con la sua precocit\u00e0 intellettuale che si \u00e8 sviluppata in un clima distoria familiare nevrotica. Non ha conosciuto l\u2019\u201cingenuit\u00e0\u201d dell\u2019infanziache permette la maturazione affettiva. Per lui, l\u2019iniziazione al sesso e alla morte (al nulla) si \u00e8 fatta nello stesso momento. Non c\u2019\u00e8 allora da stupirsi riguardo al blocco del suo percorso edipico che ha influenzato la sua patologia e il suo destino.Il traumatismo ha tuttavia conservato i propri effetti.<br \/>\nBailly ha finemente descritto le conseguenze di questo tipo di esperienze precoci, nei casi in cui non \u00e8 possibile alcuna elaborazione. Segnala in particolare \u201cl\u2019assalto alle certezze fondamentali del soggetto\u201d, realizzato dal traumatismo, che tocca \u201cil campo della morale e della socializzazione del bambino (\u2026) il bambino si ripiega su se stesso, si isola socialmente e non esprime la gamma abituale delle proprie emozioni\u201d. Cade in preda ad una aggressivit\u00e0 che si manifesta con \u201cvoglie di distruzione\u201d, favorendo la passivit\u00e0, il calo dell\u2019autostima e il disinvestimento dalle regole sociali. Bailly cita il lavoro condotto da Marcus-Jeisler su bambini che avevano vissuto la guerra. Tale lavoro mette in evidenza la loro precoce maturit\u00e0e l\u2019abitudine a dissimulare. Si interroga anche su ci\u00f2 che traumatizza i bambini piccoli prima dell\u2019acquisizione di un pensiero astratto, cio\u00e8 del concetto di morte e del suo carattere irreversibile. Paragona gli effetti equivalenti ad una esperienza di morte, per esempio nel neonato, con la separazione brutale dalle figure genitoriali, ed il caos sensoriale che ne segue, nel giovanissimo bambino con \u201cil terrore dell\u2019adulto\u201d in quanto \u201cpercezione disturbante e distruttrice\u201d. Si pu\u00f2 pensare anche che le esperienze di annullamento delle prime settimane di vita non sono molto dissimili e possono far precipitare nel \u201ccaos sensoriale\u201d provocato dalla violenza dell\u2019evento.<br \/>\nRiassumiamo i principali tratti rilevati allora in Pierre, tratti che ciportano a pensare all\u2019influenza determinante del trauma infantile, aggravata dal contesto in cui \u00e8 vissuto e nel quale ha avuto seguito la sua storia:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019assenza di emozioni espresse,<\/li>\n<li>l\u2019asocialit\u00e0 e l\u2019inibizione,<\/li>\n<li>la violenza difficilmente dominata o diretta contro se stesso,<\/li>\n<li>lo screditare la legge e la morale,<\/li>\n<li>la propria innocenza proclamata,<\/li>\n<li>lo sconforto<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se aggiungiamo la sindrome di ripetizione, rileviamo una nevrosi traumatica grave chesi esprime in ognuno di questi assi.<\/p>\n<p><strong>INTERMEZZO<\/strong><br \/>\nPierre ha lasciato l\u2019ospedale all\u2019inizio di giugno. Sapremo il seguito delle sue vicende vissute in questo arco temporale, dal suo ricovero nell\u2019agosto 1996, ossia due anni e due mesi pi\u00f9 tardi. Ha lavorato per 18 mesi come cameriere in un ristorante in Scozia dove il fatto di essere straniero \u00e8 servito a mascherare in modo provvidenziale le sue \u201cstramberie\u201d. Divideva il proprio tempo tra il lavoro di cameriere, sotto le grinfie di un maitre d\u2019hotel che sorvegliava continuamente il personale, e la sua camera dove curava le sue angosce a \u201cshit\u201d, abusando di alcool. Pur avendo imparato a parlarecorrettamente l\u2019inglese ha preferito andarsene alla fine del suo contratto. E\u2019 dunque ritornato da sua madre dove ha ripreso tutte le sue abitudini: clausura, violenza, vaga ricerca di un lavoro, ruminazione di progetti di suicidio.<br \/>\nPer\u00f2 c\u2019\u00e8 un fatto nuovo: si mette alla ricerca di uno psichiatra; ma ogni appuntamento si traduce in un fallimento che lo conforta nella solita idea che non c\u2019\u00e8 niente da aspettarsi da nessuno. Telefona ad associazioni del tipo \u201cSOS qualcosa\u201d per chiedere aiuto. Una di queste lo denuncia in quanto riceveva continue minacce. Parlava con delle donne che minacciava dicendo: \u201dadesso arrivo, ti violenter\u00f2 e poi far\u00f2 a pezzi il tuo bambino e lo mangeremo\u201d. In seguito a questi fatti viene individuato e arrestato dalla polizia. E\u2019 per lui una esperienza terribile e insostenibile: \u201cla peggiore di tutte quelle vissute\u201d. In prigione incontra un alcolizzato che aveva conosciuto nel reparto psichiatrico.Quando esce di prigione, decide di ritornare nell\u2019ospedale militare per vedere lo psichiatra che l\u2019aveva curato.<br \/>\nSi rivolge allo psichiatra del reparto con l\u2019intenzione di superare la sua disperazione o suicidarsi sotto la metropolitana; ma, avendo conservato un pessimo ricordo della sua ultima permanenza in reparto rifiuta il ricovero. Pur sembrando necessario un Tso si preferisce valorizzare la richiesta di aiuto fissando un nuovo appuntamento e insistendo sulla necessit\u00e0 che lo rispetti.<\/p>\n<p><strong>SECONDO RICOVERO<\/strong><\/p>\n<p>Pierre accetter\u00e0 di essere ricoverato soltanto al terzo appuntamento. Rispetto al primo questo ricovero si differenzier\u00e0 su due ambiti: idealizza lo psichiatra che lo cura e gli chiede in continuazione di diventare il suo \u201camico\u201d; nello stesso tempo, s\u2019innamora follemente e senza speranza dell\u2019infermiera di turno in quanto questa si comporta secondo le sue aspettative Ma il suo giudizio sul resto del personale del reparto rimane pessimo, come durante il primo ricovero. Moltiplica i tentativi di suicidio, gli atteggiamenti aggressivi o clastici, si dimostra \u201cgeniale\u201d nel dividere l\u2019equipe, sobillare gli altri pazienti, creare incidenti negli altri reparti dell\u2019ospedale\u2026 E\u2019 terribilmente angosciato, suscita terrore nei suoi interlocutori ma il baratro di disperazione riflesso nei suoi occhi aiuta l\u2019\u00e9quipe a non divenire espulsiva. I suoi incubi e terrori notturni sono impressionanti perfino per chi lo assiste.<br \/>\nNon lascia tregua allo psichiatra con le sue richieste di \u201camicizia\u201d e la situazione appare bloccata eccetto che su un punto: sa di avere molte cose da dire ma queste cose sono talmente orrende che, se le dicesse, sarebbe considerato, secondo lui, come l\u2019essere pi\u00f9 \u201cabietto\u201d della terra. Ci\u00f2 gli impedisce di parlare.<br \/>\nSostiene di avere ben capito che quando terrorizza un agente dell\u2019ospedale attiva dei processi di identificazione con suo padre ma lui non ha pi\u00f9 bisogno di bere alcool: \u201cso che era un porco mascalzone ma lui almeno era malato, doveva essere cos\u00ec bello sentirsi tanto potente, si pu\u00f2 fare tutto\u201d.<br \/>\nBench\u00e9 Pierre avesse modi perversi diceva che la sua massima aspirazione era di essere un bravo ragazzo, amato da tutti. Gli mancavano soltanto dei \u201cbuoni genitori\u201d, come dimostrato da diversi week-end passati a casa di un paziente della sua stessa et\u00e0.<br \/>\nL\u2019assistente sociale mette termine alla situazione tesa venutasi a creare nel reparto trovandogli uno stage professionale negli Stati-Uniti. Siamo all\u2019inizio del 1998.<\/p>\n<p><strong>SECONDO INTERMEZZO<\/strong><\/p>\n<p>Pierre parte per la California. Sta nella famiglia di un ragazzo della sua et\u00e0. Scrive molte cartoline. Sta bene e il suo stage riesce perfettamente, i genitori del ragazzo lo stimano molto. Lo portano a fare surf nelle Hawai e per la prima volta in vita sua si sente felice perch\u00e9 riesce ad essere il bravo ragazzo che pu\u00f2 ormai essere. Lo stage dura sei mesi e alla fine bisogna tornare in patria. Prende tutto il tempo che ritiene necessario per attraversare gli Stati-Uniti ma preferisce non entrare nei dettagli di questo percorso compiuto in totale solitudine.Arriva nel reparto alla fine di settembre e sta male come l\u2019anno precedente; in pi\u00f9 gli viene comunicato che non \u00e8 possibile ricoverarlo a lungo.<\/p>\n<p><strong>TERZO RICOVERO<\/strong><\/p>\n<p>Il terzo ricovero inizia con un sogno che non ha le caratteristiche affettive di un incubo. E schiacciato dalla metropolitana, ha la testa tagliata, le budella sparse. E\u2019 un orribile spettacolo che un ragazzino guarda dal binario: \u201cvedere questo spettacolo a quell\u2019et\u00e0 segna per tutta la vita\u201d. La via della parola sul trauma \u00e8 aperta, \u00e8 ora di imboccarla. I sogni si succedono ed i commenti sono pertinenti. L\u2019identificazione con suo padre-aggressore non ha pi\u00f9 segreti per lui: \u00e8 l\u2019unico mezzo che aveva trovato per non impazzire. Sua madre ha ragione di lamentarsi del fatto che si comporta esattamente come suo padre con lei. Ci\u00f2 lo porta a ricordarsi che all\u2019et\u00e0 di 10\/12 anni era innamorato di lei, provava un desiderio fisico. Si accorge che \u201cessere il boia o essere la vittima \u00e8 la stessa cosa, \u00e8 sempre sofferenza, ma essere quello che fa paura \u00e8 eccitante\u201d. \u201cCredevo che gli altri mi rifiutassero ma ero io a rifiutare gli altri. Ad esempio negli Stati-Uniti ho incontrato molta gente simpatica che mi ha invitato a casa sua, ho strappato tutti gli indirizzi.\u201d<br \/>\nPierre va molto veloce. Dal momento che ha deciso di parlare, il suo soggiorno all\u2019ospedale non crea tensioni n\u00e9 drammi per un po\u2019. Molti temi cruciali saranno affrontati seguendo il filo degli eventi o dei sogni. In particolare gli incidenti dei precedenti ricoveri, anche il primo, saranno minuziosamente descritti. Tuttavia daremo la preferenza qui agli elementi, molto mischiati, del trauma infantile e del complesso d\u2019Edipo, nell\u2019ordine in cui li ha manifestati durante questo intenso lavoro psichico.<\/p>\n<p><strong>IL TRAUMATISMA INFANTILE ED IL COMPLESSO D\u2019EDIPO <\/strong><\/p>\n<p>Pierre ha capito perch\u00e9 i ritorni da sua madre erano andati male. Ha sempre sentito la mancanza di unpadre (e pensato, contro tutta evidenza , che suo padre lo aveva abbandonato) : \u201c con mia madre, non mi sentivo protetto, ero senza difese, dormivo con la luce accesa (\u2026) volevo ammazzarle tutte e due, mia madre e mia sorella, mia madre \u00e8 pazza\u201d;\u201cquando sono cosi sono un altro. E\u2019 terribile, dopo, dovere chiedere scusa al posto di qualcun altro (\u2026) io sono mio padre\u201d.<br \/>\nEssere (come) suo padre, almeno, \u00e8 ci\u00f2 che lo ha sostenuto durante l\u2019adolescenza, quando stava molto male: diventare cattivo e duro. Non parla ancora della\/delle scena(e) traumatica(che) ma si tratta proprio di questa(e): \u00e8 posseduto da suo padre e dal suo desiderio di ammazzare sua madre. E\u2019 molto angosciato, quasi spersonalizzato. Questo stato gli \u00e8 molto familiare, lo ha provato spesso ma questa volta ne esce \u201csereno\u201d dichiarando di essersi riconciliato con se stesso allorch\u00e9 \u201cprima, quando mi capitava, bollivo di furore\u201d. Fa un sogno in cui sta per ammazzarsi; per\u00f2, commenta: \u201c sono deciso a stare meglio, ma mi rendo conto che c\u2019\u00e8 una parte di me che non vuole guarire. Effettivamente, qualche giorno dopo, dopo una visita della madre, si scarnifica un braccio: \u201cmi sono ritrovato 4 anni or sono, (vedere le circostanze del primo ricovero), a indirizzare la mia aggressivit\u00e0 contro me stesso al posto di dirigerla contro gli altri come faceva mio padre\u201d, sostiene pur non dimenticando le sevizie inferte alla sorella (sino a batterle la testa al muro), e osserva che le sue scarificazioni \u201cnon lo lavano\u201d del \u201cmale\u201d che porta.<br \/>\nIn un incubo di quel periodo, sogna, come se fosse una visione \u201creale\u201d, lo sguardo di suo padre, sguardo che lo \u201cgela\u201d e lo fa urlare di terrore. Questo sogno lo riconduce a ci\u00f2 che aveva provato quando era tornato da sua madre: aveva subito immaginato di ucciderla con un coltello e di tagliarla a pezzetti, poi di far subire lo stesso trattamento a sua sorella e finalmente di uccidersi. E ci\u00f2, secondo lui, per cancellare il male che aveva fatto suo padre. Strana motivazione!<br \/>\nLa considerazione che il trauma riconduca ai processi primari ci fa comprendere come mai sia stato considerato psicotico.<br \/>\nIl ricordo che durante le scenate di violenza familiare tra i suoi genitori, sua madre prendeva sempre un coltello per difendersi sottolinea che, per Pierre, \u00e8 da lei che viene il pericolo di annientamento psichico che soltanto suo padre poteva prevenire.<br \/>\nQuesto \u201cpadre introiettato\u201d lo costringe a manifestarsi. Ruba la sua cartella clinicasperandodi trovarci la prova scritta dell\u2019amore dello psichiatra nei suoi confronti. Invece trova la prova che quest\u2019ultimo lo ha tradito fin dall\u2019inizio. I termini psichiatrici lo schiaffeggiano, come fossero insulti, in particolare il termine \u201cperverso polimorfo\u201d. Esige spiegazioni con una violenza paranoica, rifiutando l\u2019ipotesi che il suo gesto sia contrario al legame di fiducia col terapeuta. La sua disperazionesi traduce in una nuova flebotomia. Dopo questo gesto, prova il bisogno di descrivere minuziosamente le pratiche perverse della sua famiglia di accoglienza. Il perverso non \u00e8 lui! In sogno, sua madre gli fa una fellatio.<\/p>\n<p><strong>DALLA VITTIMA AL COLPEVOLE<\/strong><\/p>\n<p>Qualche giorno pi\u00f9 tardi, la mamma modifica completamente la sua posizione solitamente accusatoria. Si riconosce colpevole affermando \u201cche aveva la sua parte di responsabilit\u00e0 in ci\u00f2 che era accaduto ai suoi figli\u201d. Pierre \u00e8 commosso e per la prima volta si mette a piangere; si giudica inumano. Qualcosa di importante \u00e8 successo in lui dopo la confessione materna. Ritrova ricordi di atti sessuali tra i suoi genitori, parla della sua repulsione per la sessualit\u00e0, avanza l\u2019ipotesi che sia la sua attrazione ipnotica per la violenza dei genitori che gli rende la vita cos\u00ec dolorosa: \u201cogni giorno penso al suicidio, \u00e8 estenuante\u201d, afferma.<br \/>\nTra frazionamento e \u201clotta primordiale contro i fantasmi distruttori della madre\u201d, il bambino deve \u201cpotere accettare consapevolmente una colpevolezza arcaica . Ed \u00e8 proprio questo stesso tipo dicolpevolezza che riemerge nell\u2019azione traumatica\u201d scrive Daligand. Non \u00e8 pi\u00f9 come vittimama come colpevole che Pierre inizia l\u2019ultima fase della sua psicoterapia.<br \/>\nLa data fissata per la sua dimissione si avvicina. Il discorso diventa sempre pi\u00f9 pressante e circoscritto: che cosa ho fatto a Dio perch\u00e9 mi sia inflitto una tale sofferenza?\u201d, \u201cperch\u00e9 mi detesto cos\u00ec tanto?\u201d. Collega i suoiimpulsi suicidi al fatto che \u201cda bambino \u00e8 stato sedotto dal male\u201d. Fra il \u201cbene\u201d rappresentato dalla mamma e l\u2019onnipotenza \u201cdemoniaca\u201d del padre ha scelto quest\u2019ultima.<br \/>\nIl male che lo opprime \u00e8 anche causato dal suo desiderio di avere rapporti sessuali con sua madre e con sua madre \u201cadottiva\u201d; di violentarle entrambe e poi, per sua madre, a voltedi ucciderla. E anche andato oltre, come sappiamo: ucciderla, aprirle la pancia, strapparle le budella. Dopo la confessione della madre anche Pierre entra con coraggio e lucidit\u00e0 nel \u201cmondo della colpa\u201d.<br \/>\nLa notte seguente questa confessione, mobilita l\u2019intero ospedale appendendosi alla ringhiera del quarto piano della scala urlando che si vuole uccidere. Al contatto con la \u201cpazzia\u201d degli altri durante i tre giorni di ricovero seguenti scopre con stupore che la pulsione \u00e8 slegata dal significante.<br \/>\nAlla dimissione dall\u2019ospedale, ha trovato un appartamentino e percepisce una pensione minima. Ritorna soltanto per le consultazioni ambulatoriali.<\/p>\n<p><strong>PRIMO EPILOGO<\/strong><\/p>\n<p>Sostiene di conoscere l\u2019origine del suo \u201cproblema\u201d: quando aveva cinque anni lo strappavano alla madre che amava follemente e che lasciava in balia di quest\u2019 uomo pericoloso: il padre. Ha desiderato tuttavia, e desidera ancora, che la madre muoia. E schiacciato dal senso di colpa \u201c mi sono chiuso in una prigione, ma adesso ho voglia di uscirne\u201d. Passa un mese con grandi sbalzi d\u2019umore ma, per la prima volta, conosce momenti di calma che lo sorprendono, una specie di euforia che non deve nulla alla presenza di \u201cbuoni genitori\u201d come quando era negli Stati-Uniti.<br \/>\nIn un giorno di grande sofferenza, odiandosi, allude ad una scena traumatica: \u201cmi ricordo della mia infanzia come se fosse ieri. Mi sentivo impotente nell\u2019aiutare mia madre, ma ci\u00f2 mi doveva affascinare visto che me lo ricordo con tanta precisione: \u00e8 come se l\u2019avessi visto su uno schermo e che io avessi preso il posto di quello pi\u00f9 forte\u201d. Pensa che questo spieghi il suodesiderio di essere tagliato in due, tagliarsi la testa (sotto la metropolitana) o di uccidere tutti, e del suo desiderio di uccidersi. Avere la testa tagliata \u00e8 certamente la punizione delle sue pulsioni incestuose e di uccidere sua madre, (ricordiamo l\u2019incubo traumatico : \u201duccidila, uccidila\u201d ), ma \u00e8 anche la sanzione chemerita la sua \u201connipotenza a fare del male\u201d ( \u201cnon mi sento umano, sono escluso dall\u2019umanit\u00e0, sono affascinato da queste scene\u201d), ed \u00e8 infine un desiderio di castrazione : \u00e8 andato un giorno dal medico per un tentativo di ablazione dei testicoli.<br \/>\nUn mese dopo, Pierre sogna che mentre \u00e8 inseguito e arrestato da un poliziotto, toglie dalla sua testa un oggetto difficile da identificare ma che assomiglia ad la corona di spine del cristo posta \u201c sopra i miei occhi\u201d. Quando l\u2019avvicina alla sua pelle, cambia colore e si carica di mandorle (in francese, amande o ammende, significa multa), come \u201ci diversi strati del mio pensiero\u201d. Una volta staccato l\u2019oggetto dalla testa, prova un immenso sollievo, una gioia e si sveglia.<br \/>\nDurante l\u2019incontro seguente, qualche giorno dopo,Pierre sostiene di aver compreso la fonte della propria colpevolezza: \u201cQuando vedevo le scenate tra mio padre e mia madre,non potevo non pensare che ero io il colpevole. Era per risparmiarli\u201d. Successivamente arriver\u00e0 a sostenere che se si ricorda dei colpi inferti da suo padre, (che sono notati nel dossier della DASS), \u00e8 perch\u00e9 aveva pensato che ci fosse tra loro due una complicit\u00e0 e che era lui, il bambino, che lo portava ad agire cos\u00ec. Ed \u00e8 per questo che nei suoi incubi si mostrava attivo e l\u2019incitava ad ammazzare sua madre. L\u2019apparenza puramente logica di questo ragionamento deduttivo non ci deve ingannare. E\u2019, al contrario, una trovata per potere dare un significato all\u2019inspiegabile,a questa pulsione che distruggere quella che amava e odiava con la stessa intensit\u00e0.<br \/>\nPierre cambia completamente durante gli ultimi colloqui. Non capisce pi\u00f9 perch\u00e9 si voleva uccidere, ha voglia di godersi la vita e lo far\u00e0 da questo momento in poi.<\/p>\n<p><strong>SECONDO EPILOGO<\/strong><\/p>\n<p>Il problema del trauma \u00e8 definitivamente risolto. Pierre si \u00e8 tolto la suacorona di spine e si sente felice e leggero. Non si avventurer\u00e0 mai pi\u00f9 nei pressi \u201cdell\u2019originario\u201d. Tuttavia il nodo edipico rimane da sciogliere: teme il desiderio amoroso e nota che ogni volta che parla di donne, finisce sempre per parlare di sua madre. Viaggia molto attraverso l\u2019Europa e costituisce una start up con degli amici. Degli amici\u2026 L\u2019unico amico che vorrebbe avere \u00e8 il suo psichiatra (sogna di essere stato l\u2019unico, superstite di una epidemia assieme a lui e che uno dei due deve uccidere l\u2019altro per sopravivere). Come l\u2019amore, l\u2019amicizia rimane imprigionata nelle ombre del passato come in uno spazio speculare; ma questo \u00e8gi\u00e0 un progresso.<br \/>\nViene ogni tanto per un colloquio, ogni tre mesi circa, spesso dopo avere fatto un sogno. Si tratta sempre o quasi sempre del suo rapporto con le donne che ricerca soltanto per il piacere. Termina l\u2019ultimo dicendo: \u201cnon ci si rimette mai di essere stato abbandonato dalla propria madre\u201d.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il destino di un trauma infantile \u00e8 estremamente diverso da un trauma dell\u2019et\u00e0 adulta, specie se \u00e8, come in questo caso, molto precoce, quando il bambino non sa ancora nulla della morte e che non si \u00e8 ancora allontanato dalle sue esperienze originarie di frazionamento e di distruzione totale. Pierre avrebbe potuto diventare psicotico se non si fosse identificato con suo padre (nonostante le difficolt\u00e0 sopragiunte) o guarire e dimenticare se avesse trovato amore e affetto nella sua seconda famiglia.<br \/>\nE\u2019 interessante vedere nell\u2019osservazione di questo caso che un traumatismo molto precoce genera un senso di colpa insopportabile ed una esclusione dalla comunit\u00e0 umana come nelle nevrosi traumatiche gravi dell\u2019adulto. Inoltre, gli effetti dell\u2019immagine che ha causato effrazione si sono aggrovigliate ad una psiconevrosi molto grave. Pierre ha due ragioni di immaginarsi essere l\u2019assassino di sua madre: da un lato, la desidera, e rappresenta per lui un rischio di annientamento, dall\u2019altro, il traumatismo ha fatto risorgere i suoi fantasmi distruttori arcaici.<br \/>\nRiprendiamo i fenomeni specificamente collegati a questo traumatismo che Pierre non \u00e8 riuscito ad elaborare:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019onnipresenza della morte, non come una minaccia continua, ma come un desiderio ossessivo: si tratta di uccidere e di uccidersi, con una raffinatezza che porta i segni del reale: tagliare, smembrare, fare a pezzetti i cadaveri per mangiarli, oppure farsi maciullare, decapitare, evirare. Pierre ha impiegato molto tempo prima di potere rivelare questi fantasmi che saranno intimamente legati, nel suo discorso, alla sue origine e al suo desiderio incestuoso: non si dovrebbe lasciare il \u201cdiritto\u201d di fare bambini a persone irresponsabili come i suoi genitori \u00e8 per lui un leitmotiv.<\/li>\n<li>Il fascino che prova per le scene di violenza della sua infanzia \u00e9 percepito soltanto quando si tratta di disfarsene. Sino ad allora, erano vissute soltanto come una esperienza dolorosa che gli dava il sentimento di essere un individuo a parte, diverso dagli altri,che aveva ricevuto una iniziazione negata ai comuni mortali. Esprimeva chiaramente il fatto di non volere essere \u201c come gli altri\u201d per i quali nutriva un profondo disprezzo. Ma in compenso, era allora pi\u00f9 che identificato con l\u2019aggressore paterno, rappresentava l\u2019essenza dell\u2019orrore, lo scarto.<\/li>\n<li>La vergogna e l\u2019abbandono erano contemporaneamente presenti in lui. Vergogna per essere stato nel terrore dell\u2019evento e della sua ripetizione, abbandonato dal significante: i suoi tentativi di suicidio spesso cruenti non sono che la concretizzazione del nulla che lo ossessiona. Sua madre lo ha abbandonato, la DASS lo ha consegnato ad una famiglia squinternata, ogni incontro sbocca in un rigetto. La ripetizione viene giocata nel farsi abbandonare, gioco col quale ha sfinito una pure solidasquadra psichiatrica. Spesso,il destino dei nevrotici traumatici gravi \u00e8 il seguente: farsi escludere dalla famiglia, dal lavoro, infine dalla societ\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Terminiamo col problema della colpa,massiccia bench\u00e9 incosciente. Pierre si percepisce come un mostro e l\u2019unico rimedio che pu\u00f2 immaginare\u00e8 di essere l\u2019alter ego del proprio terapeuta che idealizza. La rimozione del peso schiacciantedi questa colpevolezza che rende la sua vita un calvario (corona di spine) si opera soltanto quando \u00e8 capace di inventare un collegamento logico in cui \u00e8 realmente colpevole, ritrovando cos\u00ec la ferocia di un fantasma arcaico inaccessibile, di una colpa originaria (il trauma dell\u2019adulto non porta mai nella psicoterapia su una \u201ccolpa originaria\u201d esplicitata come in questo caso). La scena traumatica diventata un atto del soggetto. La morte non \u00e8 pi\u00f9 il nulla. E\u2019 adesso da lui collegata alla colpa edipica ed \u00e8 cos\u00ec che riesce finalmente a non odiare pi\u00f9 sua madre e suo padre.<\/p>\n<p>Per\u00f2 il divieto del desiderio incestuoso non lo ha ancora diretto verso una altra donna. Gli \u00e9 rimasta una speciedi paura del legame amoroso che paralizza tanti nevrotici. Per il momento non se ne lamenta. Si sente ancora molto giovane.<\/p>\n<hr>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>1- Vila G, Porche L.M, Mouren-Simeoni MC. L\u2019enfant victime d\u2019agression. Etat de stress post-traumatique chez l\u2019enfant et chez l\u2019adolescent. Paris : Masson 1999.<\/p>\n<p>2- I.C.D. 10- Classification Internationale des Troubles Mentaux- O.M.S. Paris : Masson 1993.<\/p>\n<p>3- Bergeret J. Psychologie pathologique. Paris : Masson 1979.<\/p>\n<p>4- Lacan J. Le s\u00e9minaire. Livre VII. L\u2019\u00e9thique de la psychanalyse. Paris : Seuil, 1986.<\/p>\n<p>5- Daligand L. La d\u00e9pression post-traumatique chez l\u2019enfant. Revue francophone du Stress et du trauma 1(1) : 27-31<\/p>\n<p>6- Crocq L . Les traumatismes psychiques de guerre. Odile Jacob 1999.<\/p>\n<p>7- Bailly L. In : de Clercq M, Lebigot F, Les traumatismes psychiques Masson 2001 p 141-151.<\/p>\n<p>[\u00b0] Professeur Agr\u00e9g\u00e9 du Val-De-Gr\u00e2ce<br \/>\nChef du Service de Psychiatrie H\u00f4pital d&#8217;Instruction des Arm\u00e9es PERCY<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore(i): LEBIGOT F. 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