{"id":1243,"date":"2006-07-20T15:45:25","date_gmt":"2006-07-20T13:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/?p=199"},"modified":"2023-02-09T13:46:22","modified_gmt":"2023-02-09T12:46:22","slug":"il-problema-della-prevenzione-del-trauma-psichico-nei-congiunti-delle-vittime-dei-disastri-aerei-lesperienza-medico-legale-pavese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/il-problema-della-prevenzione-del-trauma-psichico-nei-congiunti-delle-vittime-dei-disastri-aerei-lesperienza-medico-legale-pavese\/","title":{"rendered":"Il problema della prevenzione del trauma psichico nei congiunti delle vittime dei disastri aerei: l\u2019esperienza medico-legale pavese"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><strong>Autore(i)<\/strong>: Danesino P. (*), Barbieri C. (**)<\/p>\n<p><!--more-->\u00a0(*) Dipartimento di Medicina Legale e Sanit\u00e0 Pubblica \u201cAntonio Fornari\u201d, Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<br \/>\n(**) Cattedra di Psicopatologia Forense, Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<\/p>\n<p>In base alle esperienze maturate in tema di disastri aerei, si \u00e8 del parere che nella relazione tra il tecnico che deve esaminare i resti cadaverici delle vittime e i parenti di esse che collaborano alla relativa identificazione si instaura un tipo di rapporto molto particolare Questo, se gestito in modo inadeguato, espone il primo al rischio di formulare una identificazione errata ed i secondi ai rischi di una vittimizzazione, con eventuale aggravamento del trauma psicologico patito. In questi casi, quindi, si sottolinea la necessit\u00e0 di intervento di medici-legali che, oltre a competenze specifiche in tema di identificazione cadaverica, abbiano anche una formazione di tipo psicologico. Cos\u00ec facendo, il medico-legale, da un lato, pu\u00f2 contribuire a dare un supporto psicologico al suo interlocutore, a prevenirne evoluzioni in senso peggiorativo del relativo status psicologico e ad evitare condotte incongrue di appropriazione dei reperti, mentre, dall\u2019altro, pu\u00f2 raccogliere tutte quelle notizie che servono a tutelare i diritti \/ interessi giuridici dei superstiti.<\/p>\n<p><strong>Parole chiave<\/strong>: disastri aerei, congiunti delle vittime, prevenzione, vittimizzazione<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><br \/>\nIn tema di disastri aerei, le acquisizioni scientifiche, pur numerose e destinate certamente ad aumentare con il progresso tecnologico-scientifico, appaiono abbastanza settoriali.<\/p>\n<p>Infatti, sino al momento attuale, l\u2019attenzione dei ricercatori si \u00e8 incentrata o sui fenomeni psicopatologici prodotti dalle c.d. emergenze di massa (1,2,3,4,5), o sul problema del trattamento dei disturbi mentali nei superstiti delle catastrofi (6,7,8,9), o sui vari aspetti eminentemente tecnico-organizzativi di tipo medico-forense (10,11,12).<\/p>\n<p>(\u2217) Dipartimento di Medicina Legale e Sanit\u00e0 Pubblica \u201cAntonio Fornari\u201d, Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, Via Forlanini n.12, 27100, Pavia<\/p>\n<p>(\u2217\u2217) Cattedra di Psicopatologia Forense, Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, Via Forlanini n.12, 27100, Pavia<\/p>\n<p>1) Croq L. La psicologia delle catastrofi e i disturbi psichici, in: Noto R, Huguenard P., Larcan A., Medicina delle catastrofi, Masson, Milano, 1989<\/p>\n<p>2) Giannantonio M. (a cura di), Psico-traumatologia e psicologia dell&#8217;emergenza, Econmind, Salerno, II-2005<\/p>\n<p>3) Croq L., Psicologia della catastrofi, Edizioni Universitarie, Napoli, 1991<\/p>\n<p>4) Beltrandi S., Scarcella C., Aspetti psicopatologici delle emergenze di massa, Psychopatologia, Vol.XI, n.4, 1993<\/p>\n<p>5) Lo Iacono, A., Troiano, M. (a cura di), Psicologia dell&#8217;emergenza, Editori Riuniti, Roma, 2002<\/p>\n<p>6) Sgarro M., Post Traumatic Stress Disorder. Aspetti clinici e psicoterapie, Edizioni Kappa, Roma, 1997<\/p>\n<p>7) Bremner D.J., Marmar C.R. (eds.), Trauma, Memory, and Dissociation. American Psychiatric Press, Washington, 1998<\/p>\n<p>8) Giusti E., Montanari C. Trattamenti psicologici in emergenza con EMDR per profughi, rifugiati e vittime di traumi, Sovera Multimedia, Roma, 2000<\/p>\n<p>Un settore solo parzialmente esplorato \u00e8 quello delle possibili conseguenze giuridiche di alcune situazioni psico(pato)logiche riscontrare nei congiunti delle vittime, ambito questo a proposito del quale si concorda con chi sottolinea la necessit\u00e0 di adottare una \u201cvisione medico-legale e al contempo criminologica\u201d del problema, configurandosi essa come \u201cla pi\u00f9 eclettica\u201d e, perci\u00f2, \u201cla pi\u00f9 aperta ad intervenire\u201d tanto sulla vittima diretta della catastrofe, quanto sul superstite della medesima (13).<\/p>\n<p>In questa ottica, viene presentata l\u2019esperienza del Dipartimento di Medicina Legale e Sanit\u00e0 Pubblica \u201cAntonio Fornari\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia in tema di disastri aerei, esperienza maturata nei seguenti mass-disaster: ATR-42 Milano &#8211; Colonia del 15.10. 1987 (37 vittime); Boeing 747 Santa Maria delle Azzorre &#8211; Bergamo del 10.02.1989 (137 vittime); Ilyuscin 62 Avana &#8211; Milano dello 04.10.1989 (131 vittime). In questi casi, infatti, oltre alle problematiche concernenti le operazioni di ricostruzione, ricomposizione ed identificazione dei resti delle salme, gi\u00e0 esaustivamente descritti dalla Dottrina (14,15), sono emersi altri aspetti, inerenti la prevenzione, nei congiunti delle vittime, di possibili effetti psicopatologici provocati sia dall\u2019evento luttuoso in s\u00e9 considerato, sia dall\u2019azione stessa degli operatori.<\/p>\n<p>9) Horowitz M. J. (2003), Sindromi di risposta allo stress. Valutazione e trattamento, Raffaello Cortina, Milano, 2004<\/p>\n<p>10) Danesino P.,Conca P., Approccio operativo e considerazioni medico-legali in tema di disastri aerei, in: Vimercati F., Colonna M., Vinci F. (a cura di), Atti del XXX Congresso Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni \u2013 XII Convengno di Criminologia e Psichiatria Forense, Bari 27-30 Settembre 1989, Vol. II, Graphiservice, Bari, 1989<\/p>\n<p>11) Tavani M., Danesino P., L\u2019esperienza del Medico Legale in caso di catastrofe, I Corso Interregionale di Medicina d\u2019Urgenza e di Catastrofe, Bellinzona, 29-31 Agosto, 1991<\/p>\n<p>12) Di Luca N.M., Nardecchia E., Galassi M., Problematiche identificative nelle vittime di due catastrofi. Esperienze personali, Zacchia, n.65, 1992, pp.185\u2013198<\/p>\n<p>13) Bandini T., Gualco B., L\u2019assistenza psicosociale ai superstiti nelle catastrofi, in: Frignano C., Mariani F. (a cura di), La medicina necroscopica oggi: aspetti pratico applicativi, Alghero 27-29 Aprile 2000, Editor Bucarelli A., Centro Stampa Scuola Sarda Editrice, Cagliari, 2003<\/p>\n<p>14) Fornari A., Riflessioni medico-legali in tema di disastri aerei, in: Canepa G. (a cura di), Nuovi orizzonti della ricerca medico-legale, Giuffr\u00e8, Milano, 1995<br \/>\n15) Fornari A., Danesino P., Disastri aerei, in: Giusti G. (diretto da), Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini, Vol. Secondo, Cap. LXV, CEDAM, Padova, 1998<\/p>\n<p><strong>Problematiche specifiche<\/strong><br \/>\nA fini legislativi, l\u2019identificazione di un cadavere \u00e8 essenziale per la stesura della dichiarazione di morte, per tutte le conseguenze del caso (es. effettuazione della sepoltura o della cremazione cadaverica, esecuzione delle volont\u00e0 testamentarie, riconoscimento di una pensione di reversibilit\u00e0, etc.).<br \/>\nTuttavia, nel corso della ricomposizione della salma, il riconoscimento dei resti comporta sia di interagire con i molti familiari delle vittime e di comunicare loro una notizia comunque traumatizzante sul piano psichico (elaborabile soltanto nel tempo e con l\u2019auspicabile aiuto di personale competente), sia di acquisire dagli stessi quelle informazioni anamnestico-cliniche sul defunto che possono concretamente contribuire all\u2019identificazione del medesimo.<br \/>\nIn proposito, si ricorda che il numero delle persone presenti in questi casi \u00e8 sempre rilevante e non \u00e8 proporzionato al numero delle vittime, intervenendo spesso sia prossimi congiunti, che parenti \u201ca latere\u201d, o amici.<\/p>\n<p>Con tutte queste persone, il medico-legale deve instaurare una relazione che sia rispettosa tanto della situazione emotivo-affettiva dell\u2019interlocutore, quanto delle esigenze operative previste dal suo mandato giuridico. Infatti, se da un lato \u00e8 necessario evitare l\u2019aggravamento esponenziale della sofferenza<br \/>\npsichica dei superstiti (con domande ripetute inutilmente, creazione di false aspettative, richiesta di particolari giudicati \u201cmorbosi\u201d, etc.), dall\u2019altro per\u00f2 si devono acquisire tutte quelle conoscenze utili a fini identificativi, con le allegate conseguenze giuridiche (sepoltura \/ cremazione della salma, esecuzione delle volont\u00e0 testamentarie del defunto, richiesta di pensione di reversibilit\u00e0 al familiare superstite, richiesta di risarcimento per un danno<br \/>\nbiologico di natura psichica al medesimo, etc.).<\/p>\n<p>Tali esigenze chiamano in causa due diverse impostazioni teoriche: la prima &#8211; di matrice essenzialmente clinica &#8211; suggerisce un\u2019allocazione logistica dei parenti ad una certa distanza dai reperti, nell\u2019ipotesi che il \u201cdistacco fisico\u201d possa favorire quello \u201cemotivo\u201d, mentre la seconda &#8211; di tipo medico-legale &#8211; ne auspica una maggiore \u201cvicinanza\u201d, per poter sottoporre ai congiunti in modo diretto ed immediato tutti quegli elementi utili al riconoscimento delle vittime (fotografie dei resti, frammenti di indumenti, monili, oggetti personali, etc.), con le conseguenti accelerazione delle operazioni di riconoscimento cadaverico, di riduzione dell\u2019ansia dell\u2019attesa e, in qualche misura, anche di inizio dell\u2019elaborazione dell\u2019evento luttuoso.<\/p>\n<p>Al riguardo, si rammenta che metabolizzare un dolore psichico prodotto da una situazione abbandonica grave, come quella che si verifica nei mass-disaster, richiede sia un \u201cincipit\u201d che coincide con il riconoscimento dell\u2019avvenuta perdita, seguita dall\u2019accettazione di tale realt\u00e0 (16,17); sia una dimensione comunque \u201ccomunitaria\u201d, poich\u00e9 la possibilit\u00e0 di condividere il proprio status con persone in una condizione analoga pu\u00f2 prevenire l\u2019insorgenza o l\u2019aggravamento di stress e di problemi emozionali anche notevoli (18,19). Certamente, nell\u2019affrontare tale situazione, \u00e8 necessario evitare che i superstiti siano esposti non solo a fattori ulteriormente stressanti, ma anche ad un\u2019amplificazione dei medesimi, dato l\u2019elaborazione del lutto appare un processo incerto e complesso per quanto riguarda sia l\u2019evoluzione clinica delle sequele intrapsichiche cronologicamente successive al trauma, sia l\u2019adeguata prevenzione della cronicizzazione delle medesime, sia la corretta valutazione dell\u2019esistenza di un nesso di causa tra evento esterno e postumo (20,21,22), soprattutto perch\u00e9 non si deve mai dimenticare che \u201cla prospettiva della morte costituisce l\u2019angoscia fondamentale del vivente\u201d (23).<\/p>\n<p>Tuttavia, proprio per tutelarne anche i diritti giuridicamente sanciti, considerando che il riconoscimento \u00e8 sottoscritto ufficialmente da un parente (in ordine gerarchico decrescente), si ritiene indispensabile una \u201cpartecipazione\u201d, pi\u00f9 o meno diretta, dei congiunti stessi. Questo fatto induce a chiedersi se il rapporto che si instaura tra un operatore (che esamina dei reperti cadaverici a scopi identificativi) ed un parente di una vittima (che gli 16) Markham U., L\u2019elaborazione del lutto, Mondadori, Milano, 1997 17) Mangini E., Rizzo V., Marigo R., Onofri F., Fasi dell\u2019elaborszione del lutto per la perdita dell\u2019oggetto, Psichiatria Gen. Et\u00e0 Evol., Vol. 35, fasc. 3, 1998 , pp.315\u2013328<\/p>\n<p>18) Pangrazzi A., Aiutami a dire addio. Il mutuo aiuto nel lutto e nelle altre perdite, Erickson, Trento, 2002<\/p>\n<p>19) Roccatagliata S., Un figlio non pu\u00f2 morire, Editore Sperling &amp; Kupfer, Milano, 2003<\/p>\n<p>20) Astorre P., Crescini T., Maritati R., Mastromauro C., Persemoli L., Bacciu O., Falzetta A., Pelagalli L., Markovic O., Rondinelli M.B., La difficile elaborazione del lutto, INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria, n. 36\u201337, 1999, pp. 76-85<\/p>\n<p>21) De Fazio F., Maselli V., Donini W., Bergonzini C., Il danno da lutto, Jura Medica, Vol. XV, n.2, 2002, pp. 491-502<\/p>\n<p>22) Barbieri C., Riflessioni propedeutiche alla valutazione psichiatrico-forense del c.d. danno da lutto, Rassegna Italiana di Criminologia, Anno XIII, Fasc. 3\u20134, 2002, pp.413\u2013435<\/p>\n<p>23) Bernard P., Trouv\u00e9 S., Semiologia psichiatrica, Edizione italiana a cura di Cazzullo C.L., Masson, Milano, 1979<\/p>\n<p>fornisce informazioni utili a tal fine) si riduca soltanto ad una semplice ed asettica trasmissione di notizie, oppure se, in qualche misura, nel rapporto stesso siano presenti valenze riconducibili anche ad una c. d. \u201crelazione di aiuto\u201d, in considerazione del fatto che quella relazione \u00e8 comunque intrisa di vissuti di perdita, di attesa, di rabbia e di rivendicazione (24).<\/p>\n<p>In proposito, si deve considerare che una c.d. relazione d&#8217;aiuto non consiste solo in una dinamica nella quale un membro promuove la crescita e l\u2019autonomizzazione dell&#8217;altro, tramite un intervento di supporto finalizzato alla comprensione ed al superamento della situazione contingente; ma comprende anche categorie concettuali che hanno una validit\u00e0 estendibile a tutti i tipi di relazioni umane, comprese quelle eminentemente valutative; infatti, la percezione di s\u00e9, l\u2019esame della realt\u00e0 concreta in vista di una scelta precisa, la consapevolezza delle proprie motivazioni sottese alla stessa opzione rappresentano dei concetti che sono insiti in situazioni pi\u00f9 numerose di quelle identificate formalmente come relazioni terapeutiche o relazioni d&#8217;aiuto (25,26,27,28).<\/p>\n<p>Ne consegue che, per armonizzare esigenze, apparentemente contrastanti, ma ugualmente necessarie e comunque indispensabili, il medico-legale deve essere in grado di stabilire un\u2019adeguata relazione \u201cmedico-parente\u201d, la quale deve mutuare, dalla tipologia della relazione \u201cmedico-paziente\u201d, gli strumenti di comunicazione e di sostegno psicologico pi\u00f9 idonei per tutelare sia la salute psichica dei superstiti, che i loro interessi \/ diritti giuridici. In merito, la letteratura \u00e8 ricca di spunti e di richiami, sia quando sottolinea la posizione fondamentale del medico-legale nel trasmettere una notizia luttuosa o richiedere<br \/>\nnotizie potenzialmente rilevanti a livello necroscopico (29), con tutte le sequele<\/p>\n<p>24) Poloni N., Vender S., Vendetta e rivendicazione: due volti singolari del lutto. Riv. It. Med. Leg, XXV, 2003, pp.577-587<\/p>\n<p>25) Salom\u00e9 J.\u201a Relazione d&#8217;aiuto e formazione al colloquio, Liguori, Napoli, 1966<\/p>\n<p>26) Rogers C., Kinget M., Psicoterapia e relazioni umane, Bollati Boringhieri, Torino, 1970<\/p>\n<p>27) Rogers C., Stevens B., Da persona a persona. Il problema di essere umani, Astrolabio, Roma, 1977<\/p>\n<p>28) Rogers C., Un modo di essere, Martinelli, Firenze, 1983<\/p>\n<p>29) De Fazio G.L., Zavatti P., Il medico-legale di fronte alla morte, in: De Fazio F., Medicina Necroscopica, Masson, Milano, 1997<\/p>\n<p>psicopatologiche potenzialmente correlate (30); sia quando evidenza che anche nell\u2019operato peritale sono implicite valenze terapeutiche molto importanti (31), laddove la domanda dell\u2019esaminatore pu\u00f2 verosimilmente indurre una riflessione ed una presa di coscienza nel suo interlocutore; sia quando afferma che, nella relazione esaminatore-esaminato, il primo, dopo essersi \u201cavvicinato\u201d empaticamente alla soggettivit\u00e0 altrui, deve recuperare un sufficiente<br \/>\n\u201cdistacco\u201d, per poter tradurre adeguatamente sul piano giuridico quelle informazioni clinicoanamnestiche cos\u00ec ottenute (32,33).<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, il medico-legale, indirettamente, contribuisce a dare un supporto psicologico al suo interlocutore ed a prevenirne evoluzioni potenzialmente peggiorative, mentre, direttamente, raccoglie tutte quelle notizie che servono a tutelare i diritti \/ interessi giuridici dei superstiti.<br \/>\nSoluzioni adottate e conclusioni Nelle esperienze maturate nei mass-disaster del 1987 e 1989, si \u00e8 osservata una netta divergenza di opinioni sul modus operandi tra l\u2019\u00e9quipe psichiatrica e quella medico-legale, dal momento che la prima era propensa a filtrare il pi\u00f9 possibile il contatto tra i congiunti<br \/>\ndelle vittime ed i resti cadaverici dei medesimi; la seconda, al contrario, chiedeva un maggior coinvolgimento dei superstiti, onde espletare in tempi pi\u00f9 brevi tutte quelle operazioni utili al riconoscimento delle vittime.<\/p>\n<p>Inoltre, nei superstiti si sono osservati due quadri psico-comportamentali abbastanza diversi: da un lato, non sono mai emerse proteste per l\u2019attesa, fenomeni di ansia e relativi inviti ad affrettare le attivit\u00e0 dei necroscopi; dall\u2019altro, per\u00f2, si \u00e8 notata \u201cuna sorta di sindrome 30) Rocco P.L., Mul\u00e8 P., Il lutto complicato e il danno da morte del congiunto:note di approfondimento per gli psichiatri dei servizi, RSF, , Vol. CXXVI, n.3\/4, 2002, pp.103\u2013112 31) Luberto S., Le implicazioni terapeutiche nell&#8217;attivit\u00e0 psichiatrico-forense, Criminologia e Psicopatologia-Forense, 1-3, 1993.<\/p>\n<p>32) Costa N., Luzzago A., L&#8217;agire psichiatrico nella pratica psichiatrico\u2013forense, in Rudas N., Ermentini A. (a cura di), Il problema etico-deontologico in psichiatria &#8211; Atti del Primo Congresso Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di Psichiatria Forense, Cagliari &#8211; Villasimius 8\u201311 ottobre 1987, Psychopatologia, Brescia, 1990.<\/p>\n<p>33) Luzzago A., La gestione della relazione in Psichiatria forense, in Mastronardi V. (a cura di), Criminologia, Psichiatria Forense e Psicologia Giudiziaria &#8211; Scritti in memoria di Franco Ferracuti, Antonio Delfino Editore, Roma, 1996.<\/p>\n<p>di appropriazione\u201d, gi\u00e0 segnalata da altri AA. (34) e consistente nel fatto che \u201ctaluni familiari, specie quelli di grado di parentela meno stretto, oppure amici della persona scomparsa, non esitavano a proporre riconoscimenti del tutto impossibili, implorando di \u00abpoter portare a casa qualcosa\u00bb&#8230;\u201d (35).<br \/>\nLa soluzione scelta, nei suddetti casi, fu quella di tenere i parenti vicino all\u2019ambiente operativo, avendo per\u00f2 cura sia di suddividere gli stessi in gruppi, a seconda di alcune caratteristiche (sesso ed et\u00e0) del defunto da riconoscere, sia di ammettere soltanto le persone emotivamente meno coinvolte all\u2019esame ispettivo di un particolare distretto cutaneo, dopo aver celato le restanti parti cadaveriche. La formazione diretta di gruppi pi\u00f9 ristretti e predeterminati ha cos\u00ec evitato l\u2019esposizione a continui stress a tutto il complesso di persone presenti, velocizzando le attivit\u00e0 identificative e riducendo il rischio di possibili condotte appropriative dei resti stessi, nel contesto di un anomalo processo di elaborazione del lutto. Tale esperienza, dunque, sembra utile per evitare sia i rischi della c.d. \u201cvittimizzazione secondaria\u201d dei superstiti dei mass-disaster, sempre possibile, anche se non sempre voluta dai soccorritori e dagli operatori tecnici, sia identificazioni erronee, sia restituzioni congrue dei reperti cadaverici.<\/p>\n<p>Inoltre, attesa la possibilit\u00e0 di affiancare al medico-legale una figura professionale a formazione psico(pato)logica con finalit\u00e0 esclusivamente terapeutiche (preparare il superstite ad affrontare l\u2019evento traumatico ed affiancarlo nel processo di superamento di questo), si sottolinea anche la necessit\u00e0 di far intervenire medici-legali che, oltre a competenze specifiche in tema di identificazione cadaverica, siano in possesso anche di un\u2019analoga formazione di<br \/>\ntipo psico(pato)logico, per le implicazioni ed i risvolti della relazione che, per un certo periodo di tempo, si instaurer\u00e0 con i congiunti.<\/p>\n<p>34) Andr\u00e9 A., Timperman J., Brahy G., Problems :liedico-legaux li\u00e9s aux catastrophes, XI Congr\u00e9s de l\u2019Academie lntemationale de M\u00e9decine L\u00e9gale et de M\u00e9decine Sociale, Lyon 27-30 agosto 1979, Acta Medicinae Legalis el Socialis, Masson, Paris, 30:57-64, 1980<\/p>\n<p>35) Fornari A., Riflessioni medico-legali in tema di disastri aerei, in: Canepa G. (a cura di), Nuovi orizzonti della ricerca medico-legale, Giuffr\u00e8, Milano, 1995<\/p>\n<p><strong>Riassunto<\/strong><br \/>\nIn base alle esperienze maturate in tema di disastri aerei, si \u00e8 del parere che nella relazione tra il tecnico che deve esaminare i resti cadaverici delle vittime e i parenti di esse che collaborano alla relativa identificazione si instaura un tipo di rapporto molto particolare Questo, se gestito in modo inadeguato, espone il primo al rischio di formulare una identificazione errata ed i secondi ai rischi di una vittimizzazione, con eventuale aggravamento del trauma psicologico patito.<br \/>\nIn questi casi, quindi, si sottolinea la necessit\u00e0 di intervento di medici-legali che, oltre a competenze specifiche in tema di identificazione cadaverica, abbiano anche una formazione di tipo psicologico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, il medico-legale, da un lato, pu\u00f2 contribuire a dare un supporto psicologico al suo interlocutore, a prevenirne evoluzioni in senso peggiorativo del relativo status psicologico e ad evitare condotte incongrue di appropriazione dei reperti, mentre, dall\u2019altro, pu\u00f2 raccogliere tutte quelle notizie che servono a tutelare i diritti \/ interessi giuridici dei superstiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore(i): Danesino P. 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