{"id":1237,"date":"2011-01-31T15:02:23","date_gmt":"2011-01-31T14:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicotraumatologia.eu\/site\/?p=156"},"modified":"2023-02-09T13:46:22","modified_gmt":"2023-02-09T12:46:22","slug":"un-paziente-bipolare-un-caso-clinico-rovesciato-dove-la-matematica-e-unopinione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/un-paziente-bipolare-un-caso-clinico-rovesciato-dove-la-matematica-e-unopinione\/","title":{"rendered":"Un paziente Bipolare; un caso clinico rovesciato. Dove la matematica \u00e8 un\u2019opinione"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p align=\"right\">Statisticamente tutto si spiega<br \/>\nPersonalmente tutto si complica<br \/>\nDaniel Pennac<\/p>\n<p><strong><br \/>\nAutore<\/strong>: Roberto Marino,\u00a0Psichiatra Centro Eos<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sempre con maggior frequenza, la variabile che stabilisce quale cura intraprendere \u00e8\u00a0 la malattia di cui il paziente soffre. Se il soggetto \u00e8 affetto da una sindrome bipolare si dovr\u00e0 procedere in un modo, se affetto da episodio depressivo in un altro e cos\u00ec via. La vita del soggetto sofferente e il terapeuta fanno da sfondo quasi insignificante. Il terapeuta assume poi valore unicamente per mettere in luce che gli altri sono meno bravi di noi nel porre la corretta diagnosi; passo fondamentale per capire, appunto, quale terapia impostare.<\/p>\n<p>Frequentando vari congressi diventa un clich\u00e9 ascoltare, se pur di volta in volta diversamente declinata, la seguente frase: \u201cil paziente x, \u00e8 stato visto da cinque terapeuti che hanno formulato altrettante diagnosi differenti; io ho capito che si trattava in realt\u00e0\u00a0 di \u2026..\u201d<\/p>\n<p>Ovviamente l\u2019implicito di tale frase non \u00e8 che ogni terapeuta ha visto una sfaccettatura del soggetto che risuonava in se stesso, ma che gli altri hanno semplicemente sbagliato; ci\u00f2 in quanto la realt\u00e0 (e non meno quella della patologia psichica) \u00e8 unica ed incorruttibile.<\/p>\n<p>Questo modo di pensare abilita a realt\u00e0 assoluta l\u2019innumerevole serie di studi in cui attraverso un numero numericamente significativo di pazienti, considerati un unicum in quanto portatori della medesima patologia, si individuano le strategie terapeutiche adatte alla patologia in oggetto. Cos\u00ec facendo si tralasciano variabili a volte altrettanto significative, come appunto il terapeuta o la vita della persona sofferente.<\/p>\n<p>Ma cosa succede se rovesciamo il caso clinico per cui la variabile diventa il terapeuta? Non pi\u00f9 numerosi pazienti per \u201cil terapeuta ideale\u201d che applica le linee guida, ma un paziente ideale che sdoppia la propria vita per pi\u00f9 terapeuti.<\/p>\n<p>Prima variabile: Luigi<\/p>\n<p>Marco, un ragazzo di 25 anni, si reca dal terapeuta Luigi per sottoporgli il proprio caso clinico.<\/p>\n<p>Marco riferisce di avere un padre in cura per ciclotimia. La madre non ha patologie psichiche in anamnesi. Marco ha una infanzia senza particolari problemi, va a scuola e si iscrive a ingegneria. Dall\u2019et\u00e0 di 18 anni riferisce alternanza di periodi in cui rimane chiuso in casa, sdraiato sul divano, anedonico e triste, alternati a periodi di esuberanza, in cui riesce ad avere pi\u00f9 lavori contemporanei, uscire ogni sera facendo le ore piccole, e, non da ultimo, commettere gesti antisociali. I periodi di tristezza ed esaltazione si alternano con una frequenza e una ritmicit\u00e0 che, all\u2019analisi attenta di Luigi, non sfuggono. Se poi aggiungiamo la familiarit\u00e0 per disturbi psichici dovuta alla ciclotimia del padre la diagnosi \u00e8 certa: bipolare con episodi depressivi medi ed episodi ipomaniacali. Trovata la diagnosi la cura vien da se: stabilizzatore del tono dell\u2019umore, neurolettici di ultima generazione.<\/p>\n<p>In effetti Marco, da quando assume i farmaci suggeriti dalle linee guida, non alterna pi\u00f9 periodi di tristezza ed ipomaniacalit\u00e0. A distanza di tre anni ha interrotto la relazione sentimentale in essere alla presa in carico da parte di Luigi, ma ha un lavoro stabile come dipendente, non fa pi\u00f9 le ore piccole e gli episodi ipomaniacali, con i conseguenti gesti antisociali, sono scomparsi. Certo all\u2019attento esame clinico del terapeuta non sfugge una minima lentezza del flusso idetico e la assenza di iperbole della logicit\u00e0 ma ci\u00f2 \u00e8 attribuibile da un lato ad un accettabile effetto collaterale dei farmaci e dall\u2019altro all\u2019assenza di allentamento dei nessi logici. E\u2019 riferita dal paziente una tristezza di base attribuibile all\u2019umana condizione che, come indicano le recenti linee guida, non pu\u00f2 essere compensata con antidepressivi per il rischio di scompenso maniacale (bei tempi quando le molecole antidepressive avevano quasi tutte il brendt e gli studi di sicurezza d\u2019uso nei pazienti bipolari non lasciavano spazio a dubbi. Ora sembra che questa sicurezza sia posseduta solo dai neurolettici di seconda generazione, ossia quelli provvisti di brendt. Forse \u00e8 il brendt che rende il farmaco sicuro e non la molecola?)<\/p>\n<p>Seconda variabile: Fabrizio<\/p>\n<p>Marco, un ragazzo di 25 anni, si reca dal terapeuta Fabrizio per sottoporgli il proprio caso clinico.<\/p>\n<p>Marco riferisce di avere un padre in cura per ciclotimia. Tale problematica rende difficili i rapporti fra il padre e la madre che litigano spesso minacciando il divorzio. Marco ha una infanzia senza particolari problemi, va a scuola e si iscrive a ingegneria. Dall\u2019et\u00e0 di 18 anni riferisce alternanza di periodi in cui rimane chiuso in casa, sdraiato sul divano, anedonico e triste, alternati a periodi di esuberanza, in cui riesce ad avere pi\u00f9 lavori contemporanei, uscire ogni sera facendo le ore piccole, commettere gesti antisociali che inizialmente vanno ben oltre la legalit\u00e0. All\u2019inizio della terapia, questa volta basata sulla parola e su un antidepressivo che sar\u00e0 sospeso dopo circa in anno e mezzo, Marco ha paura di \u201cdiventare grande\u201d per paura di diventare come il padre. Questi \u00e8 definito come un uomo per lo pi\u00f9 triste, con una relazione matrimoniale burrascosa, che si rifugia nel lavoro da dipendente cercando una serenit\u00e0 che non trova in casa. Anche i rapporti fra il padre ed il figlio unico non sono dei migliori e sembrano regolati da una forte alternanza di stati d\u2019animo. Marco ora \u00e8 il figlio ideale che ogni uomo vorrebbe, ora \u00e8 un demonio che non combiner\u00e0 mai nulla nella vita.<\/p>\n<p>La mamma da quando ha perso il lavoro si sente triste e frustrata e mette in guardia il figlio dal lavorare con la ragazza (con la quale ha in mente di aprire una ditta).<\/p>\n<p>Insomma Marco non si sente supportato e stabilizzato nel funzionamento del proprio Se e non riesce a trovare un equilibrio. Passa cos\u00ec periodi in cui si sente iper-stimato e competente: intrattiene brillanti relazioni sociali, utilizza le proprie capacit\u00e0 informatiche per svolgere lavori difficili ma ben retribuiti, ha una relazione con una ragazza che abita distante e che gli offre la possibilit\u00e0 di viaggiare. Ci sono poi i periodi in cui si sente una nullit\u00e0 e si chiude in casa, triste, senza riuscire a compiere nessun lavoro ne riuscire ad avere rapporti sociali soddisfacenti.<\/p>\n<p>Il lungo e faticoso lavoro con Fabrizio permette a Marco di comprendere quanto le figure introiettate dei genitori svolgano un ruolo fondamentale nei suoi cambiamenti di stato d\u2019animo. I genitore fisici sembrano inconsapevoli burattinai che, con il loro operare, muovono i fili delle figure introiettate generando periodi di benessere o malessere.<\/p>\n<p>Inoltre Marco ha scelto come compagna di vita una ragazza che sembra fare da volano alle alternanze dell\u2019esperire di Marco creando una instabilit\u00e0 di rapporto inizialmente confusa con l\u2019unica possibilit\u00e0 di non ricreare l\u2019esperienza genitoriale.<\/p>\n<p>Considerazioni queste che non impediscono alla coppia paziente-terapeuta di rendersi conto di come altri eventi contingenti esterni possano svolgano il ruolo di coautori del teatrino interno.<\/p>\n<p>Crescendo, e forse anche con l\u2019aiuto di Fabrizio, Marco impiega la sua esuberanza non pi\u00f9 per mettere in atto gesti contro il patrimonio e truffe, ma per avviare una produzione artistica che riscuoter\u00e0 apprezzamenti dalle americhe (in verit\u00e0 negli Stati Uniti) alle indie ove comincer\u00e0 una piccola esportazione delle proprie opere d\u2019arte. Dopo tre anni di terapia lavora stabilmente come ricercato libero professionista nel campo informatico. Ha interrotto la relazione sentimentale in quanto si \u00e8 reso conto che al momento la ragazza che frequentava non \u00e8 in grado di offrirgli quella stabilit\u00e0 e quelle prospettive di vita che sente sue; le buone prospettive di una vita familiare che pu\u00f2 essere scevra da molti dei problemi che assillano i suoi genitori. Le alternanze di stati depressivi e ipomaniacali sembrano essere un ricordo che ha lasciato il posto alle normali alternanze di stati d\u2019animo di ogni sano essere umano.<\/p>\n<p>Il Caso esposto con le sue variabili non vuol dire che si possa trasporre quanto analizzato in questo\/i caso\/i ad ogni sindrome bipolare. Cos\u00ec facendo metteremmo in atto la stessa innocenza di chi crede di poter comprendere la sofferenza psichica da analisi statistiche.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 si vuole solo intendere che a volte complicarsi la vita da terapeuti entrando nella vita personale del paziente vuol dire aiutare chi ci sta di fronte a semplificare la propria ed\u00a0 a vivere meglio.<\/p>\n<p align=\"center\">Bibliografia<\/p>\n<p>Pennac Daniel, Diario di Scuola, Ed Feltrinelli 2008<\/p>\n<p>Petrella Fausto, Turbamenti Affettivi ed Alterazioni dell\u2019Esperienza, Cortina Editore, 1993<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Statisticamente tutto si spiega Personalmente tutto si complica Daniel Pennac Autore: Roberto Marino,\u00a0Psichiatra Centro Eos<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[22,35],"tags":[],"class_list":["post-1237","post","type-post","status-publish","format-standard","category-22","category-symbolon"],"menu_order":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1295,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1237\/revisions\/1295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicheos.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}